ARTICOLO A CURA DI STEFANO BOCCHINO – MARKETERS CLUB TORINO

Due anni fa, Giorgio Armani ha sorpreso il mondo della moda con una lettera aperta all’industria facendo notare quanto, negli anni pre-pandemia, il settore fosse cambiato, snaturandosi. I tempi necessari a creare e, soprattutto, mettere in commercio una nuova collezione si sono accorciati moltissimo; ci si era allontanati da quell’ideale di moda senza tempo tipico dei brand di lusso, in particolare dei marchi italiani.

Proprio la curiosità verso questo fenomeno, e verso i suoi risvolti negli ultimi due anni, ha spinto i ragazzi del MARKETERs Club Torino a incentrare proprio sull’industria del fashion il secondo evento dell’anno, tenutosi lo scorso 18 marzo 2022: il MARKETERs Reaction: SATISFASHION – Wear the change.

Il nome è una crasi tra ‘fashion’ e ‘satisfaction’; in effetti, quando vestiamo un capo che ci piace e ci sentiamo a nostro agio, nel nostro cervello si diffonde dopamina, l’ormone della felicità di cui abbiamo parlato anche qui. Inoltre, quando il nostro cervello è di fronte a uno stimolo che giudica “bello”, reagirà più velocemente, lo ricorderà di più e vi assocerà un’emozione positiva. 

Questo concetto è il vero cuore dell’industria della moda: vestire le persone per farle stare bene.

Tutti gli speaker che hanno presenziato all’evento condividono a pieno questa mentalità; a partire da Andrea Prosperi, Responsabile della divisione People Care del Gruppo Teddy, che ci ha illustrato le sfide attuali del gruppo di marchi, quali Terranova, Calliope, Rinascimento, QB24 e Kitana. La mission dell’intera azienda è proprio quella di vestire le persone creando qualcosa che sia sostenibile e d’impatto per la società.

È stato poi il turno di Alberto Giacchero, Marketing Manager presso Conbipel, che ci ha guidato nella storia dell’azienda per capire quanto si sia dovuta riadattare nei vari decenni di storia; è infatti nata sulle orme di Benetton con uno stampo più formale ed elegante per poi rinnovarsi verso l’easy-wear e la nuova declinazione e-commerce degli ultimi anni.

L’ultimo ospite della giornata è stato Federico Ostuni, a.k.a. Baroneostu, Vintage stylist e content creator molto conosciuto nel torinese; Federico ha evidenziato i suoi valori di inclusività e slow-shopping, sottolineando quanto sia importante che l’acquisto di un capo sia legato a un momento di armonia, tranquillità e felicità.

In conclusione, il fil-rouge che ha accomunato tutti gli ospiti è stato quello legato alla continua trasformazione, necessaria in un settore che si rinnova costantemente, unito alla sempre più sentita volontà di rendere le proprie collezioni il più inclusive possibili. Si è parlato molto di moda gender-neutral, di assortimenti con taglie di qualunque tipo e capi di qualunque prezzo: che sia questa la nuova frontiera dell’industria del fashion?