Cosa ci spinge ad acquistare un prodotto?

Cosa ci spinge ad acquistare un prodotto?
Fattori sociali, ambientali e psicologici guidano le nostre scelte.


18 October 2017 - Visite : 295
#neuromarketing #cervello

Il fatto che le nostre scelte sui prodotti, o servizi, che acquistiamo siano sempre consce, razionali e consapevoli, è una pura illusione. Infatti, la molla che fa scattare le nostre decisioni, quindi anche quelle di acquisto, dal 75% al 95% dei casi è mossa dalla parte non conscia del nostro cervello.

Questo è un dato che viene fornito dagli studi delle neuroscienze ed è facile comprendere come questa informazione, insieme a molte altre, possa rappresentare una rivoluzione nel campo del marketing e della comunicazione.

Ovviamente, non si può spiegare e prevedere in senso assoluto e definitivo il comportamento dei consumatori, ma il neuromarketing ci dà la possibilità di comprendere come in pochi millisecondi si attivi l’attenzione nel nostro cervello e vengano elaborati stimoli, ricordi, sensazioni ed emozioni che sono il primo input che ci indirizza verso la scelta e l'acquisto di un prodotto. Le situazioni che ci possono influenzare sono di vario genere: quelle sociali, come le persone che frequentiamo, quelle ambientali, come il luogo in cui ci troviamo, e quelle psicologiche, come tutte quelle informazioni che sono già presenti nel nostro cervello (per esempio la percezione che abbiamo di un brand e le associazioni mentali che esso ci suscita). La combinazione di queste situazioni con elementi commerciali e tecnici, come il prezzo di un prodotto e le sue caratteristiche funzionali, fanno sì che si arrivi alla decisione d’acquisto (in quest’ultima fase entra in campo la nostra parte razionale). Tutto ciò accade in tempi brevi.

Ottosunove, che da sempre basa i suoi progetti sui dati forniti dalle ricerche di neuromarketing, sarà protagonista sabato 21 ottobre all’evento Festival della Crescita (19-22 ottobre, Milano), con un intervento del nostro CEO Luca Florentino dal titolo “Le neuroscienze, i nostri processi decisionali e una comunicazione più rilevante”. Attraverso la presentazione di case history e di dati forniti dalle neuroscienze, si potrà comprendere quanto un approccio basato sul neuromarketing possa aiutare le aziende a pianificare strategie di comunicazione realmente efficaci.



Articolo di Marco Ceste