{"id":800,"date":"2019-06-12T09:55:35","date_gmt":"2019-06-12T09:55:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=800"},"modified":"2019-09-11T15:11:19","modified_gmt":"2019-09-11T15:11:19","slug":"leggere-aiuta-empatia-le-neuroscienze-rispondono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/06\/12\/leggere-aiuta-empatia-le-neuroscienze-rispondono\/","title":{"rendered":"Leggere aiuta a essere empatici? Le neuroscienze rispondono"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Leggere<\/strong>, nonostante <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"in Italia lo si faccia sempre di meno (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.sololibri.net\/Italia-si-legge-poco-dati-istat-2017.html\" target=\"_blank\">in Italia lo si faccia sempre di meno<\/a>, \u00e8 appurato che sia di grande aiuto per conoscere meglio il mondo, punti di vista diversi, aumentare le nostre competenze linguistiche. Secondo nuovi studi neuroscientifici potrebbe addirittura renderci <strong>persone migliori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi, visto che gi\u00e0 diversi studi hanno dimostrato che leggere molto aumenti la propria propensione a fare <strong>volontariato<\/strong> e a ritenere il voto come un&#8217;importante <strong>responsabilit\u00e0 sociale e personale<\/strong>. Ma come pu\u00f2 un libro renderci pi\u00f9 empatici, pi\u00f9 disponibili a comprendere e relazionarci agli altri?<\/p>\n\n\n\n<p>Tutta &#8220;colpa&#8221; dei personaggi, si direbbe: gi\u00e0 ai tempi dell&#8217;Antica Grecia, <strong>Aristotel<\/strong>e aveva capito che assistendo a una tragedia, gli spettatori si immedesimano profondamente nelle vicende vissute dai protagonisti della storia, provando sostanzialmente due sentimenti predominanti: <strong>piet\u00e0 <\/strong>per il malcapitato, <strong>paura<\/strong> per se stessi. \u00c8 naturale per noi pensare a come avremmo reagito agli imprevisti che i protagonisti della narrazione hanno trovato sul loro percorso.  <\/p>\n\n\n\n<p>Questo meccanismo diventa un vero e proprio esercizio di &#8220;prospettiva&#8221;, come spiega alla BBC lo psicologo cognitivo canadese <strong>Keith Oatley<\/strong>. Secondo lo studioso, leggere narrativa ci permette di impostare la mente su una sorta di <em><strong>&#8220;simulatore di volo&#8221;<\/strong><\/em>. Proprio come i piloti possono fare pratica di volo pur restando a terra, il nostro cervello \u00e8 in grado di vivere esperienze diverse ogni volta che apriamo un libro: questo permette ai lettori di allargare le proprie abilit\u00e0 nel rapportarsi con gli altri, a capire meglio il loro punto di vista. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"854\" height=\"480\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-804\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-1.jpg 854w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-1-552x310.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><figcaption> <br>Photo by&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@priscilladupreez?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Priscilla Du Preez<\/a>&nbsp;on&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/search\/photos\/reading-book?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a> <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Oatley spiega che una volta che il lettore comincia a immedesimarsi con i <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"personaggi di una storia (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/10\/12\/la-forza-delle-storie-anche-nel-marketing-e-nella-comunicazione\/\" target=\"_blank\">personaggi di una storia<\/a>, comincia anche ad <strong>aspirare ai suoi stessi successi,<\/strong> a puntare i suoi stessi obiettivi, a provare gli stessi timori. Tutto restando comodamente seduto sulla poltrona di casa: questa <strong>catarsi<\/strong> permette di sviluppare una consapevolezza pi\u00f9 profonda delle proprie emozioni e di come gestirle e utilizzarle nella vita di tutti i giorni. <\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto affascinante di tutto ci\u00f2, \u00e8 che i <strong>meccanismi neurali <\/strong>usati dal cervello per razionalizzare e fruire delle trame della narrativa sono paragonabili a quelli che usiamo nella realt\u00e0: se leggiamo di un personaggio che tira un <strong>pugno<\/strong>, spiega Oatley, si arriveranno le stesse aree del cervello che ci permetterebbero di tirarlo per davvero. <\/p>\n\n\n\n<p>La lettura ci aiuta a immergerci nella pelle di un altro perch\u00e9 un libro tendenzialmente ci spiega il &#8220;non detto&#8221; che sta dietro alle azioni dei personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 immaginare, per\u00f2, dimostrare effettivamente che chi legge opere di &#8220;fiction&#8221; impari a essere effettivamente pi\u00f9 empatico degli altri non \u00e8 facile. Le persone spesso esagerano il numero di libri letti durante un anno. Per aggirare questo problema, durante un esperimento, Oatley ha consegnato a un gruppo di studenti una lista di libri fiction e non-fiction, chiedendo di indicare quali autori conoscessero. Nella lista c&#8217;erano anche alcuni nomi inventati. <\/p>\n\n\n\n<p>Le persone selezionate per la fase successiva dell&#8217;esperimento, quelle che sostanzialmente non avevano barrato autori inesistenti tanto per far aumentare la lista di quelli conosciuti, sono state poi sottoposte al test chiamato &#8220;<strong>Mind in the Eyes<\/strong>&#8220;, in cui vengono sottoposte a ogni candidato le foto di un paio di occhi, da cui deve indovinare le emozioni che quello sguardo comunica scegliendo tra una lista di emozioni tra cui &#8220;timido&#8221;, &#8220;preoccupato&#8221;. Badate bene, le immagini sono spesso molto simili tra di loro e quasi neutrali a uno sguardo superficiale. <\/p>\n\n\n\n<p>Chi aveva sostenuto di preferire molto pi\u00f9 la narrativa rispetto a opere non fitcion, ha effettivamente registrato un punteggio pi\u00f9 alto nel test rispetto ai lettori meno forti.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altronde anche un altro studio, portato avanti dalla psicologa del Social Neuroscience Lab dell&#8217;Universit\u00e0 di Princeton, <strong>Diana Tamir<\/strong>, ha messo in luce come le persone che leggono molta fiction abbiano una pi\u00f9 forte <strong>cognizione sociale<\/strong>, ovvero sono pi\u00f9 bravi a comprendere davvero cosa prova e pensa chi sta attorno a loro. Facendo uno mappatura del cervello durante la lettura su alcuni candidati, \u00e8 stato dimostrato che immergendosi in una narrazione si attivino delle aree del cervello che tentano di <strong>simulare il pensiero altrui. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quindi chi legge tanto riesce a &#8220;leggere&#8221; meglio gli altri. Ma davvero questo rende i lettori forti persone migliori? <\/p>\n\n\n\n<p>Un altro esperimento ha illuminato sulla possibile risposta: \u00e8 stato chiesto a un gruppo di studenti di psicologia di compilare un<strong> questionario <\/strong>dopo aver letto una short story. Uno degli esaminatori, d&#8217;accordo con gli altri, ha poi fatto cadere una manciata di penne davanti ai ragazzi. Chi aveva raccontato di essersi immedesimato di pi\u00f9 nella narrazione del breve testo, di aver empatizzato di pi\u00f9 con i personaggi della storia, \u00e8 stato anche <strong>chi per primo si \u00e8 fatto avanti per aiutare gli scienziati a raccogliere le penne<\/strong>. Chi si era fatto trasportare dalla storia ha dimostrato di avere un comportamento pi\u00f9 altruistico. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2, ovviamente, non significa che chi non \u00e8 abituato a leggere non sia empatico. Dall&#8217;altra parte, per\u00f2, \u00e8 sicuramente vero che la narrativa risulta essere una <strong>palestra<\/strong> efficace per allargare i propri orizzonti emozionali e percettivi, per capire cosa si prova a essere altro da s\u00e9. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"854\" height=\"480\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-805\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-2.jpg 854w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design-2-552x310.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 854px) 100vw, 854px\" \/><figcaption> <br>Photo by&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@thoughtcatalog?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Thought Catalog<\/a>&nbsp;on&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/search\/photos\/books?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a> <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo dimostra l&#8217;ultimo esempio a cui faremo riferimento: ricercatori olandesi hanno sottoposto a un gruppo di studenti, divisi in due gruppi, un articolo su manifestazioni in Grecia, sul giorno della liberazione dell&#8217;Olanda o il primo capitolo di <strong>Cecit\u00e0 di Jose Saramago<\/strong>. Quest&#8217;ultimo testo racconta di un uomo che, nella sua macchina, perde improvvisamente la vista. Volontari lo riconducono a casa, mentre un passante promette loro di riportargli indietro l&#8217;auto. Non lo far\u00e0: gliela ruber\u00e0. Ebbene, gli studenti a cui era capitato il primo capitolo di Cecit\u00e0 hanno registrato un&#8217;impennata nei livelli non consci di <strong>empatia<\/strong> subito dopo la lettura. <strong>Una settimana dopo<\/strong>, i livelli erano anche pi\u00f9 alti di quelli registrati dopo il test. <\/p>\n\n\n\n<p>Certo, \u00e8 capitato a tutti di immedesimarsi anche con i protagonisti di una <strong>notizia al telegiornale<\/strong>, ma la fiction \u00e8 uno dei pochi stratagemmi in grado di mostrarci l&#8217;evoluzione della storia di una persona in un arco temporale molto lungo e variegato. Inoltre, grande spazio \u00e8 dato all&#8217;interiorit\u00e0 dei personaggi, cosa che ovviamente il giornalismo non pu\u00f2 fare sempre. E infine, \u00e8 forse sospendendo il nostro giudizio razionale, che riusciamo davvero a scavare a fondo, analizzare e riconoscere meglio emozioni e comportamenti che potremmo ritrovare nella quotidianit\u00e0, cos\u00ec da avere un rapporto migliore con chi ci sta intorno. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Lo aveva capito Aristotele gi\u00e0 nell&#8217;Antichit\u00e0, ma ora le neuroscienze sembrano confermarlo: leggere ci permette di vivere e pensare come gli altri e quindi ci rende pi\u00f9 empatici<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":803,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/06\/Untitled-design.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/800"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=800"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/800\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":860,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/800\/revisions\/860"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/803"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}