{"id":796,"date":"2019-05-29T10:15:15","date_gmt":"2019-05-29T10:15:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=796"},"modified":"2019-06-17T14:00:17","modified_gmt":"2019-06-17T14:00:17","slug":"lezione-nudging-scelte-default-errore-post-completamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/05\/29\/lezione-nudging-scelte-default-errore-post-completamento\/","title":{"rendered":"A lezione di nudging: scelte di default ed errore di post-completamento (VI)"},"content":{"rendered":"\n<p>Eccoci al sesto appuntamento con gli articoli dedicati alla <strong>teoria dei nudge.<\/strong> Come abbiamo gi\u00e0 approfondito nelle puntate precedenti, gran parte dei pungoli concepiti dagli architetti delle scelte servono per agevolare, in qualche modo, le persone a <strong>scegliere nel modo migliore<\/strong>, in quello pi\u00f9 agevole e meno frustrante possibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Non deve stupire, quindi, che in linea generale, le persone preferiscano che una <strong>scelta gi\u00e0 impostata<\/strong>, che potremmo definire di default, sia preferita rispetto a un&#8217;altra obbligatoria che imponga una decisione cosciente dell&#8217;individuo. Vediamo nello specifico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scelta di default<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chiunque di noi, nella vita, ha avuto a che fare con un pc, fisso o portatile che sia: come fanno notare <strong>Thaler e Sunstein<\/strong> nel loro volume dedicato ai nudge, \u00e8 altamente probabile che se ci si trova ad allontanarsi dallo schermo per pranzo, per una telefonata o una sigaretta con i colleghi, lo schermo si oscuri automaticamente con uno <strong>screensaver<\/strong>. Se la pausa dal pc si prolunga ulteriormente, \u00e8 possibile che esso si spenga del tutto. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, l&#8217;ibernazione del pc e l&#8217;attivazione dello screensaver sono scelte di default che tendenzialmente non modifichiamo mai, anche se davanti al pc passiamo gran parte della nostra giornata. Il fatto che il computer si &#8220;spenga&#8221; per non consumare energia quando noi siamo distratti e ci dimentichiamo di sospendere le attivit\u00e0 di nostra spontanea volont\u00e0 ci fa sicuramente molto comodo: il nostro <strong>impegno<\/strong>, per risparmiare un po&#8217; di batteria, \u00e8 pressoch\u00e9 <strong>nullo<\/strong>. Gi\u00e0 mettere mano per impostare un lasso di tempo pi\u00f9 ampio di tempo oltre cui il pc si disattivi richiede un&#8217;applicazione e un impegno mentale raro. Ed \u00e8 per questo che molti di noi continuano a vedere lo schermo annerirsi seguendo l&#8217;impostazione di default. <\/p>\n\n\n\n<p>Un discorso simile si pu\u00f2 applicare agli <strong>abbonamenti alle riviste<\/strong>, sempre meno diffusi ahim\u00e8: \u00e8 molto probabile che se la nostra sottoscrizione prevedesse un rinnovo automatico, per anni abbiamo continuato a ricevere riviste anche se abbiamo smesso di leggerle dopo il secondo numero. Annullare l&#8217;abbonamento \u00e8 <strong>molto pi\u00f9 faticoso a livello mentale <\/strong>che ritrovarsi la cassetta della posta piena una volta al mese. <\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da sottolineare come le scelte di default siano inevitabili da adottare in moltissimi frangenti della nostra vita. Non sempre, per\u00f2, esse sono concepite per fare il gioco dell&#8217;individuo, per agevolarlo. Sicuramente, rispetto a una <strong>scelta obbligata<\/strong>, quella di default suona e viene percepita come pi\u00f9 blanda e meno assertiva. <\/p>\n\n\n\n<p>La scelta obbligata pu\u00f2 essere utile ed efficace davanti a <strong>decisioni dicotomiche<\/strong>, in cui all&#8217;individuo \u00e8 richiesto di rispondere con un s\u00ec o un no, ma non per scelte difficili. Quando ci troviamo davanti all&#8217;installazione di un software, ad esempio, \u00e8 davvero raro che ognuno di noi si metta a leggere pagine e pagine di informazioni complesse e spesso incomprensibili ai pi\u00f9 per decidere o meno se completare l&#8217;operazione o meno. Al contrario, \u00e8 altamente probabile che prima del processo, venga suggerito all&#8217;individuo un&#8217;installazione &#8211; guarda caso &#8211; di default, che sembrer\u00e0 quella pi\u00f9 mediata e ragionevole, quella che il produttore del software suggerirebbe a un utente medio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Errare \u00e8 umano&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In una societ\u00e0 ben funzionante, si \u00e8 capaci di mettere in conto che, in quanto esseri umani, tutti noi siamo portati a sbagliare e quindi, quando possibile, si possono prevedere <strong>meccanismi efficaci<\/strong> per evitare che il sistema si inceppi al minimo inciampo. <\/p>\n\n\n\n<p>Mettiamo i biglietti della <strong>metro di Parigi<\/strong>, per esempio: un esempio che anche Thaler e Sunstein citano nel loro volume. Quando ai tornelli per accedere ai binari ci viene richiesto di vidimare il biglietto, le obliteratrici teoricamente richiederebbero a ogni passeggero di inserirlo nel verso giusto, quello con la banda &#8220;magnetica&#8221; verso l&#8217;alto. Sebbene i pi\u00f9 attenti si attengano effettivamente a questa regola, le obliteratrici riescono a leggere e risputare fuori anche i biglietti inseriti in sensi errati. I tornelli si aprono anche per i passeggeri distratti. <\/p>\n\n\n\n<p>Un altro esempio molto chiaro: in quanti, dopo aver fatto benzina, hanno rischiato di dimenticare il tappo del serbatoio sul tettuccio dell&#8217;auto? Ebbene, questo errore molto diffuso viene definito di &#8220;<strong>post-completamento<\/strong>&#8220;: il nostro cervello sente di aver assolto il compito principale &#8211; fare benzina &#8211; e dimentica di farne uno secondario eppure altrettanto importante. <\/p>\n\n\n\n<p>Come detto, l&#8217;architetto delle scelte deve essere bravo ad anticipare l&#8217;errore e presentare soluzioni che impediscano alle persone di continuare a commetterlo. Ecco perch\u00e9 oggi \u00e8 molto facile trovare il tappo del serbatoio assicurato con una <strong>linguetta di plastica<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;errore di post-completamento si pu\u00f2 arginare anche imponendo un&#8217;azione prima di quella principale, cos\u00ec che si evitino eventuali dimenticanze. Non \u00e8 un caso che al bancomat, prima di poter ritirare le banconote, sia necessario prima recuperare la <strong>carta di credito.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Ti sei perso i nostri articoli sul nudge? Recuperali qui:<\/p>\n\n\n\n<ol><li><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/03\/11\/lezione-nudge-spinta-gentile\/\" target=\"_blank\">A lezione di nudging: Cos\u2019\u00e8 la spinta gentile<\/a><\/li><li><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/03\/19\/nudge-lezione-planning-fallacy-inerzia-applicazioni-behavioral\/\" target=\"_blank\">Planning fallacy, inerzia, applicazioni behavioural<\/a><\/li><li><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/04\/03\/lezione-di-nudging-framing-e-anchoring\/\" target=\"_blank\">Framing e Anchoring<\/a><\/li><li><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Percezione del rischio: disponibilit\u00e0, ottimismo, fiducia (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/04\/18\/lezione-nudging-cambia-percezione-rischio-disponibilita-fiducia-ottimismo\/\" target=\"_blank\">Percezione del rischio: disponibilit\u00e0, ottimismo, fiducia<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/05\/08\/a-lezione-di-nudging-influenze-sociali-e-ignoranza-pluralistica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Influenze sociali e ignoranza pluralistica  (si apre in una nuova scheda)\">Influenze sociali e ignoranza pluralistica <\/a><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gentile-strategia-migliorare-decisioni-felicit%C3%A0\/dp\/8807884437\/ref=asc_df_8807884437\/?tag=googshopit-21&amp;linkCode=df0&amp;hvadid=90701174580&amp;hvpos=1o1&amp;hvnetw=g&amp;hvrand=11189066524189777577&amp;hvpone=&amp;hvptwo=&amp;hvqmt=&amp;hvdev=c&amp;hvdvcmdl=&amp;hvlocint=&amp;hvlocphy=1008857&amp;hvtargid=pla-93506349660&amp;psc=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nudge<\/a><\/em>, R. Thaler, C. Sunstein, Feltrinelli, 2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Eccoci al sesto appuntamento con gli articoli dedicati alla teoria dei nudge. 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