{"id":765,"date":"2019-04-03T10:04:10","date_gmt":"2019-04-03T10:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=765"},"modified":"2020-03-09T14:34:11","modified_gmt":"2020-03-09T14:34:11","slug":"lezione-di-nudging-framing-e-anchoring","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/04\/03\/lezione-di-nudging-framing-e-anchoring\/","title":{"rendered":"A lezione di nudging: framing e anchoring (III)"},"content":{"rendered":"\n<p>Eccoci a un nuovo appuntamento dedicato alle scienze comportamentali e, nello specifico, alla teoria dei nudge. Dopo aver introdotto <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"la cosiddetta &quot;spinta gentile&quot; (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/03\/11\/lezione-nudge-spinta-gentile\/\" target=\"_blank\">la cosiddetta &#8220;spinta gentile&#8221;<\/a> e aver fatto luce sulla <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"difficolt\u00e0 degli uomini di predire razionalmente come si comporteranno (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/03\/19\/nudge-lezione-planning-fallacy-inerzia-applicazioni-behavioral\/\" target=\"_blank\">difficolt\u00e0 degli uomini di predire razionalmente come si comporteranno<\/a>, \u00e8 tempo di addentrarci e spiegare due comportamenti, due scorciatoie mentali che il nostro cervello utilizza quotidianamente per scremare e far fronte ai miliardi di informazioni a cui \u00e8 esposto ogni giorno: l&#8217;<strong>anchoring effect<\/strong> e il <strong>framing<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Vediamoli insieme, andando con ordine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anchoring<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Thaler e Sunstein, gli autori del pi\u00f9 importante saggio sulla teoria dei Nudge, utilizzano un esempio di grande efficacia per far comprendere come funzioni l&#8217;anchoring &#8211; che in italiano potremmo tradurre con effetto ancoraggio o aggiustamento &#8211; e come condizioni il nostro giudizio. Partiamo dalla pratica. Provate a indovinare quanti abitanti vivono in una citt\u00e0 mediamente grande, come pu\u00f2 essere <strong>Genova<\/strong>: vi siete appena trasferiti l\u00ec e non la conoscete bene. Ipotizziamo che prima viveste a <strong>Milano<\/strong>, che conta  un milione e trecento mila abitanti: ci sembra che Genova possa essere grande due terzi di Milano, quindi vi verrebbe da dire che in citt\u00e0 vivano 700 mila persone. Se invece prima di trasferirvi l\u00ec avete passato la nostra vita in una cittadina piccola, di provincia, come pu\u00f2 essere <strong>La Spezia<\/strong> tanto per rimanere in Liguria, a occhio e croce v sembrer\u00e0 che Genova sia tre volte tanto La Spezia, quindi vi verrebbe da dire che conti 300 mila abitanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Bene, entrambe le risposte sono sbagliate: questo perch\u00e9 il nostro cervello tende a fare approssimazioni basandosi su ci\u00f2 che conosce, venendo tratto in inganno dalle stime che produce in base alle informazioni di cui \u00e8 gi\u00e0 in possesso: se \u00e8 condizionato da un numero pi\u00f9 alto &#8211; vedi: la popolazione di Milano &#8211; il numero degli abitanti di Genova sar\u00e0 <strong>arrotondato per eccesso<\/strong>. Discorso inverso, invece, se il nostro riferimento \u00e8 La Spezia: in questo caso la popolazione da noi stimata per Genova risulter\u00e0 pi\u00f9 bassa del numero effettivo dei genovesi. <\/p>\n\n\n\n<p>E per la cronaca, a Genova vivono circa 580 mila persone.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>anchoring<\/strong>, per arrivare al succo della questione, \u00e8 un priming molto utilizzato nella comunicazione e nelle strategie di marketing: \u00e8 un processo non conscio che porta il nostro cervello a <strong>valutare le informazioni che riceve basandosi sulla prima a cui si \u00e8 trovato di fronte. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Framing<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro meccanismo mentale che condiziona il nostro giudizio \u00e8 il <strong>framing<\/strong> &#8211; in italiano effetto inquadramento &#8211; tramite cui il cervello tende ad avere una percezione diversa del mondo che lo circonda in base al contesto in cui ci\u00f2 che osserva e apprende gli viene mostrato. <\/p>\n\n\n\n<p>I frame &#8211; letteralmente &#8220;<strong>cornici<\/strong>&#8221; &#8211; ci inducono quindi a pensare che il quadro ristretto che vediamo sia in realt\u00e0 il quadro completo, mentre in realt\u00e0 in base al frame due informazioni assolutamente identiche possono essere trasformate in due messaggi totalmente opposti.<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo un esempio: se vi dicessimo di agire in modo da salvare, all&#8217;interno di un edificio in fiamme, 90 persone su 100 o di fare lo stesso, ma specificando che ci\u00f2 vi porter\u00e0 a lasciarne morire 10, risulta chiaro come cambiare punto di vista, il frame per l&#8217;appunto, dia <strong>un contorno di senso decisamente diverso alle informazioni in vostro possesso. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per portare un esempio molto meno macabro, pensate a tutte le percentuali che oggi siamo abituati a trovare sulle confezioni degli alimenti che compriamo. Se un vasetto di yogurt ci viene venduto come prodotto con il 95% in meno di grassi, ecco che lo preferiremo al competitor che invece riporta sul packaging che il suo yogurt \u00e8 grasso solo per il 5%. Il prodotto ha le stesse qualit\u00e0, viene solo inquadrato in maniera diametralmente opposta: un insight davvero prezioso per chi si occupa di comunicazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Eccoci a un nuovo appuntamento dedicato alle scienze comportamentali e, nello specifico, alla teoria dei nudge. 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