{"id":763,"date":"2019-03-19T08:41:05","date_gmt":"2019-03-19T08:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=763"},"modified":"2019-03-19T08:41:05","modified_gmt":"2019-03-19T08:41:05","slug":"nudge-lezione-planning-fallacy-inerzia-applicazioni-behavioral","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/03\/19\/nudge-lezione-planning-fallacy-inerzia-applicazioni-behavioral\/","title":{"rendered":"A lezione di nudging: planning fallacy, inerzia e applicazioni behavioral (II)"},"content":{"rendered":"<p>Come gi\u00e0 accennato nel primo articolo dedicato alla <a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/03\/11\/lezione-nudge-spinta-gentile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">teoria dei nudge<\/a>, le nostre decisioni sono raramente dettate dalla sola ragione e, inoltre, sono tutt&#8217;altro che infallibili.\u00a0Questo perch\u00e9 tutti noi, in linea generale, tendiamo a commettere pi\u00f9 o meno gli stessi errori, comportandoci seguendo percorsi prevedibili e mandando, molto spesso, all&#8217;aria le scelte che sosteniamo di voler compiere, effettuandone a conti fatti esattamente di opposte.<\/p>\n<p><strong>Problematiche della scelta: planning fallacy<\/strong><\/p>\n<p>Come scrivono <strong>Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein<\/strong>, questo particolare fenomeno si pu\u00f2 definire <strong>planning fallacy<\/strong>, con cui si indica il nostro proverbiale ottimismo rispetto ad azioni e propositi che tendiamo a rimandare prossimo futuro. Ma quanti obiettivi riusciamo effettivamente a raggiungere? Pochi, davvero pochi.\u00a0Le nostre previsioni sono per l&#8217;appunto fallaci e spesso distorte rispetto alla realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Avversione al cambiamento dello status quo<\/strong><\/p>\n<p>Un altro punto su cui soffermarsi \u00e8 la difficolt\u00e0 con cui le persone decidono di cambiare il proprio\u00a0<strong>status quo<\/strong>.\u00a0Modificare le nostre abitudini, slegandoci da quello che rappresenta la nostra situazione di &#8220;default&#8221;, quella a cui siamo abituati ad aderire giorno dopo giorno senza rendercene conto, \u00e8 davvero complicato: gli uomini amano davvero tanto le proprie certezze. Il cambiamento, piccolo o grande che sia, almeno non consciamente sottintende un cospicuo livello di stress.<\/p>\n<p>Adeguarsi al default comporta meno dispendio di energie: \u00e8 proprio per questo il motivo che sulle azioni delle persone, grande potere \u00e8 detenuto dall&#8217;inerzia. Se stiamo aderendo a un servizio di telefonia e ci vengono presentate tre piani tariffari diversi, uno base e altri due in qualche modo differenti, \u00e8 molto probabile che la maggior parte delle persone aderir\u00e0 a <strong>quello iniziale<\/strong>, non compiendo nel concreto alcuna scelta conveniente per s\u00e9 stesso, ma semplicemente liberandosi di una scocciatura nell&#8217;immediato. L&#8217;inerzia ci porta non a scegliere l&#8217;opzione migliore, ma quella pi\u00f9 rapida e meno costosa in termini di energia e tempo.<\/p>\n<p><strong>Dove possono intervenire i nudge<\/strong><\/p>\n<p>I pungoli\/nudge possono essere molto utili, come abbiamo detto, nel caso in cui le persone si trovino di fronte a scelte complicate, per cui effettivamente potrebbero beneficiare di un aiuto indiretto per decidere al meglio. Ci sono diverse tipologie di situazioni che si prestano bene alla loro applicazione. Vediamo quali.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Difficolt\u00e0 del compito, in prospettiva<\/strong>: allacciarsi le scarpe a due anni pu\u00f2 essere molto complicato, quando se ne hanno sei diventa un automatismo. Ci sono tante azioni che, prima di essere assimilate, di averne appreso i meccanismi e i linguaggi, ci appaiono di una difficolt\u00e0 incredibile, oltre le nostre capacit\u00e0. Generalmente, almeno per le cose per cui disponiamo di strumenti adeguati ad aiutarci, questo tipo di problemi viene superato pazientemente col tempo. Ma quando la soluzione non \u00e8 cos\u00ec a portata di mano, ecco che un pungolo pu\u00f2 indirizzarci a compiere la scelta pi\u00f9 adeguata a noi.<\/li>\n<li><strong>Beni di investimento vs beni peccaminosi<\/strong>: Thaler parla di &#8220;beni di investimento&#8221; riferendosi a quelle scelte che hanno benefici ancora molto lontani nel tempo e che, proprio per questo, risultano difficili da perseguire e mantenere. Quante volte ci siamo messi a dieta venendo meno ai fioretti dopo pochi giorni? I beni di investimento richiedono grande pazienza e applicazione, specie quando l&#8217;obiettivo finale non appare inizialmente cos\u00ec chiaro e concreto: una spintarella, una ricompensa per ogni step del percorso potrebbe agevolare il processo. Rovescio della medaglia e troviamo i &#8220;beni peccaminosi&#8221;, che invece ci danno un&#8217;assoluta soddisfazione nell&#8217;immediato, ma delle cui conseguenze ci potremmo pentire anche parecchio tempo dopo: vedi il consumo di sigarette, di alcool, di carne rossa. Un aiutino indiretto potrebbe permetterci di limitarne l&#8217;uso o smettere totalmente di consumarne. Le immagini, i testi a volte anche dai messaggi brutali che troviamo sulle confezioni di tabacco e sigarette sono un esempio di questo tipo di pungoli.<\/li>\n<li><strong>Frequenza<\/strong>: practice makes anything perfect. Se questo modo di dire \u00e8 sicuramente vero su larga scala, ci sono decisioni, anche determinanti per la vita di ognuno di noi, che tendiamo a compiere soltanto una o due volte nell&#8217;arco di tutta la nostra esistenza e per cui, quindi, non possiamo fare grandi prove per stabilire come farle al meglio quando ci capitano davanti. Pensate alla scelta dell&#8217;universit\u00e0 da seguire o quella della persona da portare all&#8217;altare. Pi\u00f9 \u00e8 alta la posta in palio, meno c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di fare pratica: i pungoli, in questi casi, si propongono come una soluzione laterale per rendere ci\u00f2 che sembra una decisione irreversibile meno improvvisata e dettata dal caso. Anche perch\u00e9 non sono certo i\u00a0 nudge a confermarci o meno se stiamo sposando la persona giusta.<\/li>\n<li><strong>Feedback<\/strong>: imparare a fare la scelta giusta \u00e8 comunque molto complicato specie se non si ha un feedback chiaro per comprenderne l&#8217;eventuale bont\u00e0. Non tutte le attivit\u00e0 nella vita prevedono per\u00f2 una qualche valutazione di cui fare tesoro, anche per la loro intrinseca strutturazione. Il problema \u00e8 che \u00e8 difficile prendere in considerazione tutte le alternative possibili: se non si conosce un percorso pi\u00f9 breve per arrivare a casa, potremmo prendere per tutta una vita la strada che siamo soliti percorrere, anche se molto pi\u00f9 lunga.\u00a0Il nudge, in questo caso, potrebbe essere proprio un eventuale feedback.<\/li>\n<li><strong>Impatto<\/strong>: se ci si chiede se ci piace pi\u00f9 il dolce o il salato, ognuno di noi, anche il pi\u00f9 indeciso, alla fine propender\u00e0 per uno o per l&#8217;altro, perch\u00e9 conosce i propri gusti e sa bene cosa sia meglio per s\u00e9 stesso. Ma quando davanti a noi ci sono due scelte diverse il cui impatto sulla nostra vita non \u00e8 quantificabile o valutabile a priori, \u00e8 molto probabile che la nostra mente faccia fatica a elencare pro o contro o a capire, a monte, perch\u00e9 sta effettuando quella scelta. Come scrive Thaler nel suo libro, \u00e8 come ordinare un piatto da un men\u00f9 scritto in una lingua che non conosciamo. Agire con i nudge potrebbe essere una soluzione vincente anche in questo caso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fonti: Sunstein, Thaler, <em>Nudge. La spinta gentile<\/em>, Feltrinelli, 2014.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Secondo articolo dedicato alla teoria di nudge: tra previsioni troppo ottimistiche e il nostro amore per le situazioni di default, vediamo in quali situazioni i pungoli possono tornarci utili per compiere scelte migliori e in modo pi\u00f9 semplice<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":367,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[47,167],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-9-2.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/763"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}