{"id":404,"date":"2016-03-10T09:41:14","date_gmt":"2016-03-10T09:41:14","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=404"},"modified":"2019-09-20T10:33:49","modified_gmt":"2019-09-20T10:33:49","slug":"aumentare-vendite-attraverso-sensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/03\/10\/aumentare-vendite-attraverso-sensi\/","title":{"rendered":"Come aumentare le vendite in-store attraverso i sensi"},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 da anni i grandi marchi stanno utilizzando il\u00a0<strong>sensory branding<\/strong>\u00a0per coinvolgere i sensi dei consumatori, ma \u00e8 solo grazie alle moderne acquisizioni delle<strong>neuroscienze<\/strong>\u00a0che questa branca ha trovato delle conferme scientifiche e oggi permette a chiunque di creare delle\u00a0<strong>esperienze sensoriali che aiutano i clienti a ricordare a lungo un luogo o un prodotto<\/strong>.<\/p>\n<p>I segnali sensoriali possono richiamare i ricordi del passato senza sforzo cosciente in quanto vengono decifrati nel sistema limbico, sede delle emozioni e parte pi\u00f9 antica e istintiva del cervello umano, il quale invia poi l\u2019informazione alla corteccia che la riconoscer\u00e0 cognitivamente,\u00a0<strong>stimolando dei ricordi vividi<\/strong>. Gli studi di neuromarketing ci sono venuti incontro in questi anni e hanno fornito diverse informazioni pratiche che possiamo utilizzare per comunicare meglio ai sensi dei consumatori, anche all\u2019interno di un punto vendita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-405\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-smelling.jpg\" alt=\"ottosublog-sensorymarketing-smelling\" width=\"950\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-smelling.jpg 950w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-smelling-300x111.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-smelling-768x283.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-smelling-552x203.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/p>\n<h3>OLFATTO: I PROFUMI<\/h3>\n<p>Qualcuno lo chiama \u201ceffetto Proust\u201d perch\u00e9 lo scrittore francese nel suo capolavoro \u201cAlla ricerca del tempo perduto\u201d descrive dei ricordi a cascata legati all\u2019infanzia affiorati grazie a una medeleine inzuppata nel t\u00e8. Effettivamente anche le neuroscienze hanno confermato la\u00a0<strong>capacit\u00e0 degli odori di stimolare il sistema limbico<\/strong>\u00a0e quindi nell\u2019attivare i ricordi pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>I risultati degli studi di neuromarketing hanno dimostrato che un profumo emanato presso un punto di vendita \u00e8 in grado di aumentare sensibilmente le vendite. Se i profumi sono adeguati al loro ambiente,\u00a0<strong>la gente li assocer\u00e0 indissolubilmente con il negozio e i prodotti<\/strong>. Inoltre, una volta che un profumo \u00e8 incorporato nel cervello di un individuo,\u00a0<strong>anche i segnali visivi possono farli rivivere<\/strong>. Per esempio, uno spot TV che mostra una persona che assapora l&#8217;aroma del caff\u00e8 appena preparato pu\u00f2 innescare le stesse sensazioni olfattive anche da spettatori.<\/p>\n<p><strong>Suggerimento:<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei motivi principali per cui abbiamo difficolt\u00e0 a individuare gli odori \u00e8 che di solito non abbiamo nomi per loro. Dare un nome agli aromi specifici con una etichetta come &#8220;vaniglia&#8221; o &#8220;affumicato&#8221; pu\u00f2 migliorare la capacit\u00e0 di immaginarli e ricordarli anche in un secondo momento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-406\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-seeing.jpg\" alt=\"ottosublog-sensorymarketing-seeing\" width=\"950\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-seeing.jpg 950w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-seeing-300x111.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-seeing-768x283.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-seeing-552x203.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/p>\n<h3>VISTA: LE LUCI<\/h3>\n<p>La luce \u00e8 uno strumento funzionale al punto vendita in quanto ha un impatto sulle emozioni dei consumatori, sulla percezione dello spazio, sull\u2019atmosfera dello store e consente di orientare facilmente gli utenti al suo interno. \u00c8 l&#8217;unico strumento che pu\u00f2 essere controllato in modo preciso e misurato da vari parametri quali la temperatura di colore, l&#8217;intensit\u00e0 della luce, l&#8217;angolo di illuminazione e la resa cromatica.<\/p>\n<p><strong>Non esiste per\u00f2 un\u2019illuminazione valida per tutti i \u201ctipi limbici\u201d<\/strong>. Le persone tranquille, alla ricerca di armonia e relax, mostrano risposte particolarmente positive per un\u2019illuminazione dall\u2019accento moderato. Gli edonisti e gli avventurieri sempre alla ricerca di divertimento e variet\u00e0 preferiscono invece essere ispirati da scenari di contrasto, con un basso livello di illuminazione generale. Infine le persone critiche e insoddisfatte preferiscono una distribuzione uniforme e alta della luce.<\/p>\n<p><strong>Suggerimento:<\/strong><\/p>\n<p>Se potete preferite sempre la luce naturale. La presenza di lucernari all\u2019interno di uno store \u00e8 risultata significativamente correlata a un aumento delle vendite in media del 40% circa. Questo \u00e8 stato provato con una certezza statistica del 99%.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-407\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-listenning.jpg\" alt=\"ottosublog-sensorymarketing-listenning\" width=\"950\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-listenning.jpg 950w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-listenning-300x111.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-listenning-768x283.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-sensorymarketing-listenning-552x203.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/p>\n<h3>UDITO: LA MUSICA<\/h3>\n<p>I marchi spendono tanto tempo e denaro per il visual branding mentre il suono \u00e8 un elemento che deve essere ancora pienamente applicato. Utilizzare il suono<strong>permette di guidare il comportamento e l\u2019affluenza all\u2019interno di uno store<\/strong>, di incidere sulla permanenza al suo interno, di incrementare il potere di acquisto, di determinare l\u2019acquisto d\u2019impulso, di favorire l\u2019aumento delle vendite e genera un ricordo positivo nell&#8217;esperienza retail.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 avviene attraverso il nucelo caudato, una regione dei gangli della base, il quale si attiva in risposta all\u2019eccitamento e alla sensazione di gratificazione che la musica provoca.\u00a0<strong>L\u2019anima sonora di un luogo incider\u00e0 segni profondi<\/strong>\u00a0e lascer\u00e0 un\u2019eredit\u00e0 mentale ed emozionale originale e che i consumatori ricorderanno a lungo. \u00c8 come se uno stimolo presentato a ritmo di musica incitasse il cervello umano a prestare pi\u00f9 attenzione e a provare piacere.<\/p>\n<p><strong>Suggerimento:<\/strong><\/p>\n<p>Il ritmo ha un impatto notevole su come le persone si muovono in uno spazio. Pi\u00f9 \u00e8 lento, pi\u00f9 tempo impiegheranno gli acquirenti per passare in rassegna gli scaffali. Pi\u00f9 \u00e8 veloce, pi\u00f9 i clienti acquisteranno in fretta. Anche l\u2019et\u00e0 conta, il target 25-49 preferisce che la musica sia in primo piano nell\u2019atmosfera di un negozio, mentre gli over 50 acquistano di pi\u00f9 con la musica in sottofondo.<\/p>\n<p>Se vuoi che il tuo cliente si senta a casa, la musica deve essere familiare e confortevole, mentre una musica energica altera la realt\u00e0 e stimola l\u2019acquisto aspirazionale. Ricorda di non scegliere canzoni famose, la musica deve essere abbastanza simile alle hit e ai generi musicali che piacciono al tuo target, ma deve essere sconosciuta per non distrarre. Scegli invece la musica classica, il jazz e la chillout elettronica per stimolare le persone a scegliere beni di fascia alta.<\/p>\n<p>Scopri la nostra business unit dedicata alle attivit\u00e0 in store: <a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/action\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Action.<\/a><\/p>\n<p>Fonti\u00a0<a href=\"http:\/\/www.neurosciencemarketing.com\/blog\/articles\/does-your-marketing-smell.htm\">neurosciencemarketing<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/scienceblogs.com\/cognitivedaily\/2009\/01\/15\/naming-smells-can-help-you-ima\/\">scienceblogs<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sirc.org\/publik\/smell.pdf\">sirc<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.neurosciencemarketing.com\/blog\/articles\/green-marketing-skylights.htm\">neurosciencemarketing<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.led-professional.com\/resources-1\/articles\/target-group-adequate-lighting-of-shop-and-retail-areas-2013-new-retail-study-by-zumtobel\">led-professional.<\/a>,<a href=\"http:\/\/www.captivemusic.co.uk\/?p=1253\">captivemusic<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/adrenalineshot.com\/2014\/10\/27\/creating-a-sound-music-branding-strategy\/\">adrenalineshot<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mark-up.it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/07\/084_MARKUP203_10_2011_Musica_pdv.pdf\">mark-up<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mark-up.it\/soundbranding-musica-e-strategie-architetture-sonore-nel-retail\/\">mark-up<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/moodmixes.com\/advice\">moodmixes<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.acrwebsite.org\/search\/view-conference-proceedings.aspx?Id=7531\">acrwebsite<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Vediamo come possono lavorare le neuroscienze applicate al Retail Design<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":408,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[14,32,33,113,114,115],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-6-4.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=404"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":923,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/404\/revisions\/923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}