{"id":349,"date":"2016-03-14T03:49:42","date_gmt":"2016-03-14T03:49:42","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=349"},"modified":"2023-03-01T19:29:22","modified_gmt":"2023-03-01T19:29:22","slug":"la-neuroscienza-delle-emoticon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/03\/14\/la-neuroscienza-delle-emoticon\/","title":{"rendered":"La neuroscienza delle emoticon"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019origine delle emoticon \u00e8 incerta, qualcuno fa addirittura risalire il loro primo utilizzo al lontano 1862, nella trascrizione di un\u00a0<a href=\"http:\/\/cityroom.blogs.nytimes.com\/2009\/01\/19\/hfo-emoticon\/?_r=0\">discorso di Abraham Lincoln<\/a>, ma la sua comparsa in versione digitale \u00e8 generalmente datata ben pi\u00f9 tardi. Nel 1982, il professor Scott Fahlman della Carnegie Mellon University, scrivendo su una bacheca elettronica dell\u2019universit\u00e0 volle fare una battuta su un ascensore del campus. Per fare in modo che nessuno prendesse il post come un avvertimento di sicurezza,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cs.cmu.edu\/~sef\/Orig-Smiley.htm\">contrassegn\u00f2 il messaggio<\/a>\u00a0<strong>con uno smile \ud83d\ude42 e propose ai colleghi di fare lo stesso<\/strong>\u00a0per tutti i successivi messaggi ironici. In pochi giorni il simbolo si diffuse in tutto il campus e in breve arriv\u00f2 alla Stanford University tramite un giro di email, da dove si diffuse poi in tutto il web.<\/p>\n<p>Nulla in rete per\u00f2 rimane a lungo immutato, la configurazione dello smile per esempio \u00e8 cambiata adattandosi alla cultura dei vari paesi. Mentre \ud83d\ude42 indica un sorriso in occidente, in Giappone lo \u00e8 un ^ _ ^. E dal paese del sol levante \u00e8 arrivata anche la sua successiva evoluzione, nel\u00a0<strong>1990 infatti una societ\u00e0 di comunicazione giapponese ha trasformato la semplice emoticon in delle icone digitali pi\u00f9 espressive.<\/strong>\u00a0Queste hanno preso il nome di emoji, e sono le faccine che utilizziamo tutti i giorni per esprimere le nostre emozioni nelle comunicazioni digitali.<\/p>\n<p><strong>Cosa dice la neuroscienza<\/strong><br \/>\nAnche la scienza cognitiva si \u00e8 interessata alle emoticon e sono stati condotti svariati studi nel corso degli anni. Nel 2006 dei ricercatori della Tokyo Denki University in Giappone hanno esaminato come reagivano dei volontari alla visualizzazione di emoticon e poi di visi reali tramite dell\u2019imaging cerebrale. In entrambi i casi i partecipanti hanno mostrato l\u2019attivazione della parte destra del giro frontale inferiore, l\u2019area dedicata all\u2019elaborazione emotiva, ma solo quando hanno visualizzato le immagini facciali si \u00e8 registrato un aumento dell\u2019attivit\u00e0 del giro fusiforme destro, la regione che elabora i visi. In altre parole,\u00a0<strong>le emoticon sembravano cavalcare la linea tra la comunicazione verbale e quella non verbale<\/strong>, ma venivano elaborati diversamente rispetto ai visi.<\/p>\n<p>Lavori pi\u00f9 recenti, guidati dallo psicologo australiano Owen Churches della Flinders University, hanno ripetuto il test con un diverso approccio scientifico. Utilizzando EEG (elettroencefalogramma), questa volta gli scienziati hanno rilevato una forte attivit\u00e0 sia nella zona emozionale che nel centro di elaborazione dei visi. La spiegazione secondo Churches \u00e8 da rintracciare nella capacit\u00e0 di adattamento del nostro cervello e nella diffusione endemica delle emoticon negli ultimi anni. Come sottolinea lo scienziato infatti,\u00a0<strong>il nostro mondo \u00e8 fortemente cambiato nell\u2019ultimo decennio e cos\u00ec \u00e8 cambiato anche il nostro cervello.<\/strong><\/p>\n<p>Adesso quindi se inviamo ai nostri amici uno smile, esso attiver\u00e0 la loro corteccia occipito-temporale proprio come farebbe un sorriso reale. Come ricorda Dacher Keltner, psicologo della University of California,\u00a0<strong>i nostri occhi sono naturalmente attratti da tutto ci\u00f2 che somiglia ad una faccia e lo elabora ad una velocit\u00e0 nettamente superiore<\/strong>. Questa capacit\u00e0 di leggere le espressioni facciali e il linguaggio non verbale \u00e8 avvenuta nel corso dei millenni per ragioni di sopravvivenza e in modo analogo oggi ci siamo evoluti a leggere anche le emoticon. Si tratta di scoperte notevoli in quanto rivelano come un simbolo nato come semplice indicatore per uno scherzo sia stato in grado di modificare il nostro linguaggio e il nostro cervello in pochissimo tempo, diventando ormai una lingua universale molto pi\u00f9 di quanto sia riuscito a fare l\u2019esperanto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-351\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosunoblog-la-neuroscienza-delle-emoticon-0.jpg\" alt=\"ottosunoblog-la-neuroscienza-delle-emoticon-0\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosunoblog-la-neuroscienza-delle-emoticon-0.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosunoblog-la-neuroscienza-delle-emoticon-0-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosunoblog-la-neuroscienza-delle-emoticon-0-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>5 motivi per utilizzare le emoticon nella propria comunicazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>1 Ti rendono pi\u00f9 popolare sui social media.<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/researchswinger.org\/publications\/tchokni14.pdf\">Un&#8217;analisi<\/a>\u00a0di oltre 31 milioni di tweet e mezzo milione di messaggi di Facebook ha scoperto che le emoticon positive aumentano il tuo social status.<\/p>\n<p><strong>2 Vanno bene anche in contesti di business.<\/strong>\u00a0Uno\u00a0<a href=\"http:\/\/citation.allacademic.com\/\/meta\/p_mla_apa_research_citation\/1\/6\/9\/3\/9\/pages169395\/p169395-1.php\">studio della University of Missouri-St. Louis<\/a>\u00a0ha dimostrato che la percezione del mittente migliora se nelle email di lavoro \u00e8 contenuto uno smile e che la credibilit\u00e0 non viene influenzata. Occhio a non esagerare per\u00f2!<\/p>\n<p><strong>3 Ammorbidiscono le critiche.<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/aisel.aisnet.org\/cgi\/viewcontent.cgi?article=1681&amp;context=jais&amp;sei-redir=1&amp;referer=http%3A%2F%2Fscholar.google.co.uk%2Fscholar%3Fhl%3Den%26as_sdt%3D0%2C5%26q%3Demoticon%26scisbd%3D1#search=%22emoticon%22\">Dei ricercatori di alcune universit\u00e0 cinesi<\/a>\u00a0hanno mostrato che l&#8217;uso di emoticon aumenta il percepito delle buone intenzioni di chi fornisce un feedback.<\/p>\n<p><strong>4 Ti fanno apparire pi\u00f9 cordiale e competente.<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/citation.allacademic.com\/meta\/p_mla_apa_research_citation\/0\/9\/3\/2\/8\/pages93286\/p93286-1.php\">Un altro studio<\/a>\u00a0ha fatto chattare delle persone con degli esperti di salute e degli esperti di cinema. I partecipanti hanno ritenuto gli esperti pi\u00f9 cordiali e competenti quando utilizzavano delle emoticon. Inoltre \u00e8 stato anche rilevato un vantaggio collaterale non indifferente: sembra che inserire delle emoticon possa aiutare a ricordare meglio ci\u00f2 che si \u00e8 letto!<\/p>\n<p><strong>5 Possono renderti felice<\/strong>.\u00a0<a href=\"http:\/\/dl.acm.org\/citation.cfm?id=1414156\">Uno studio del 2008<\/a>\u00a0ha dimostrato che utilizzare emoticon positive aumenta la felicit\u00e0 nella vita reale. Gli utenti infatti hanno sperimentato un effetto positivo sul godimento e sull&#8217;interazione personale quando le informazioni venivano presentate con delle faccine.<\/p>\n<p><strong>L\u2019emoticon marketing nelle strategie di branding<\/strong><br \/>\nOggi le emojis sono ovunque, nei film, nelle campagne di marketing, nelle password bancarie. Da un recente studio di Instagram, solo in Italia nell\u2019ultimo anno i post contenenti emoji sono stati il 45%, ma\u00a0<strong>\u00e8 errato considerarle un linguaggio utilizzato solo dai millennial.<\/strong>\u00a0Un\u2019indagine condotta da Emogi ha scoperto che il 75% degli uomini e 84% delle donne intervistate ritiene che siano il modo migliore per esprimere le proprie emozioni nella comunicazione digitale. Un altro studio condotto da Adobe ha rilevato che quattro persone su cinque tra i 18 e i 65 anni usano le emoji regolarmente. Inoltre, le persone sopra i 65 anni sono pi\u00f9 inclini rispetto a qualsiasi altro gruppo di et\u00e0 a definirle appropriate anche nell\u2019invio di messaggi in ambito lavorativo, sia ad un superiore, che ad un pari o subordinato.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 delle faccine di\u00a0<strong>umanizzare la comunicazione \u00e8 infatti uno dei motivi per cui i brand hanno iniziato ad integrarli nelle proprie strategie di branding.<\/strong>Ecco qualche esempio:<\/p>\n<p><strong>Casa Bianca<\/strong><br \/>\nNel 2014, anche il Council of Economic Advisors della Casa Bianca ha pubblicato un rapporto sullo stato dell&#8217;istruzione, sul debito e sui tassi di assistenza sanitaria. Ma quanti si sarebbero effettivamente seduti a leggere un rapporto di oltre 40 pagine? Il rapporto \u00e8 stato quindi accompagnato da un\u2019infografica con che conteneva emoji.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-352\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-casabianca.jpg\" alt=\"ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-casabianca\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-casabianca.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-casabianca-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-casabianca-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>Goldman Sachs<\/strong>.<br \/>\nLe banche di investimento non sono solitamente famose il loro umorismo, ma non \u00e8 il caso di Goldman Sachs che nel marzo 2015 ha dedicato un tweet ai millennial utilizzando le emoji.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-353\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-sachs.jpg\" alt=\"ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-sachs\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-sachs.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-sachs-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-sachs-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>Chevrolet<\/strong>.<br \/>\nLo scorso giugno, Chevrolet ha addirittura lanciato un comunicato stampa interamente in emoji, sfidando il pubblico a decifrarne il significato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-354\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-chevrolet.jpg\" alt=\"ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-chevrolet\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-chevrolet.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-chevrolet-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-chevrolet-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>Domino&#8217;s Pizza<\/strong>.<br \/>\nLa catena di pizzerie statunitente consente oggi ai propri clienti di effettuare un ordine semplicemente twittando una fetta di pizza tramite emoji.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-355\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-dominospizza.jpg\" alt=\"ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-dominospizza\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-dominospizza.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-dominospizza-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-dominospizza-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>Norwegian Airlines<\/strong>.<br \/>\nLa compagnia aerea norvegese ha aperto un dominio con un url composto solo da emoji.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-356\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-norwegian-airlines.png\" alt=\"ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-norwegian-airlines\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-norwegian-airlines.png 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-norwegian-airlines-300x101.png 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-la-neuroscienza-delle-emoticon-norwegian-airlines-552x185.png 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>Fonti<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fastcodesign.com\/3033794\/evidence\/the-neuroscience-of-emoticons\">Fast code sign<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.independent.co.uk\/life-style\/gadgets-and-tech\/features\/emoticons-a-thing-9134730.html\">Independent<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.bufferapp.com\/7-reasons-use-emoticons-writing-social-media-according-science\">Bufferapp<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/sproutsocial.com\/insights\/emoji-marketing\/\">Sproutsocial<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">5 motivi per utilizzarle e 5 esempi di emoticon marketing<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":357,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[99,62],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-7-3.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/349"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=349"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/349\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3005,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/349\/revisions\/3005"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}