{"id":3087,"date":"2025-11-25T11:10:24","date_gmt":"2025-11-25T11:10:24","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=3087"},"modified":"2025-11-25T11:10:26","modified_gmt":"2025-11-25T11:10:26","slug":"come-possiamo-comunicare-efficacemente-in-un-periodo-di-incertezze-e-ambiguita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2025\/11\/25\/come-possiamo-comunicare-efficacemente-in-un-periodo-di-incertezze-e-ambiguita\/","title":{"rendered":"Come possiamo comunicare efficacemente in un periodo di incertezze e ambiguit\u00e0?"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo in un tempo che potremmo definire di estrema incertezza. Il mondo \u00e8 volatile, complesso, ambiguo: ogni decisione porta con s\u00e9 una mappa incompleta del futuro. In questo contesto, comunicare non significa pi\u00f9 semplicemente \u201cspiegare cosa faremo\u201d, ma <em>partecipare alla costruzione del senso<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un momento in cui anche chi decide non ha tutte le risposte, l\u2019arte della comunicazione diventa cruciale: come possiamo farlo bene e in modo che il nostro pubblico \u2014 clienti, stakeholder, dipendenti\u2014 non si senta abbandonato, ma partecipe?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oscillare tra chiarezza e ambiguit\u00e0: non \u00e8 un ossimoro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molti pensano che la comunicazione efficace debba essere assolutamente chiara. Eppure, fin dagli anni Ottanta, il ricercatore statunitense e professore <strong>Eric M. Eisenberg,<\/strong> riconosciuto a livello internazionale come il maggior esperto nella comunicazione efficace della leadership,<strong> <\/strong>&nbsp;ha sostenuto che l\u2019<strong>ambiguit\u00e0 strategica<\/strong> non \u00e8 un difetto, ma spesso una risorsa. Nella sua celebre opera <em>Strategic Ambiguities<\/em> egli argomenta che le organizzazioni \u2014 non potendo prevedere tutto \u2014 ricorrono a messaggi volutamente vaghi per mantenere flessibilit\u00e0, includere prospettive divergenti e preservare spazi per l\u2019interpretazione condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 recentemente, studi come quello del professore di comunicazione <strong>Olaf Hoffjann<\/strong> hanno mostrato che non si tratta di scegliere sempre chiarezza o sempre ambiguit\u00e0, ma di <strong>oscillare consapevolmente<\/strong> tra i due estremi. Le organizzazioni resilienti sanno alternare risposte nette e margini di interpretazione, a seconda del contesto e dell\u2019obiettivo proposto.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Trasparenza calibrata: dire ci\u00f2 che sappiamo e ci\u00f2 che non sappiamo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli errori pi\u00f9 pericolosi in tempi incerti \u00e8 pretendere di avere certezze quando non le si hanno. La credibilit\u00e0 si costruisce pi\u00f9 attraverso l\u2019onest\u00e0 intellettuale che attraverso l\u2019illusione di infallibilit\u00e0: significa distinguere ci\u00f2 che sappiamo da ci\u00f2 che rimane sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa <strong>trasparenza calibrata<\/strong> non \u00e8 ostentare indecisione, ma spiegare quali sono le variabili in gioco, quali decisioni sono provvisorie e su cosa esistono margini di cambiamento. In questo modo, il pubblico non riceve una risposta \u201cmagica\u201d, ma comprende il percorso decisionale e si sente coinvolto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Linguaggio concreto per resistere al vuoto dell\u2019incertezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando le persone si trovano in un contesto di forte ambiguit\u00e0, tendono a percepire un <strong>vuoto di senso<\/strong> che genera ansia, diffidenza e difficolt\u00e0 decisionali. \u00c8 proprio in questi momenti che il linguaggio assume un ruolo fondamentale: non come semplice trasmissione di informazioni, ma come <strong>strumento di ancoraggio cognitivo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi studi in psicologia cognitiva dimostrano che gli esseri umani recepiscano meglio messaggi <strong>concreti e specifici<\/strong>. Gi\u00e0 negli anni \u201970, il linguista <strong>Walter Kintsch<\/strong> aveva evidenziato come le frasi contenenti dati tangibili (numeri, tempi, esempi) siano pi\u00f9 facili da ricordare e meno suscettibili a distorsioni interpretative. Pi\u00f9 di recente, le ricerche di <strong>Trope e Liberman<\/strong> (2003) nell\u2019ambito della <em>Construal Level Theory<\/em> hanno confermato che un linguaggio vicino, concreto e descrittivo riduce la distanza psicologica e rende i messaggi pi\u00f9 credibili e persuasivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio pratico: dire \u201centro tre mesi ridurremo il tempo medio di attesa del 30%\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 efficace di un generico \u201cstiamo migliorando il servizio\u201d. Il primo messaggio fornisce una metrica verificabile e un orizzonte temporale chiaro, mentre il secondo lascia spazio a interpretazioni soggettive e, spesso, a scetticismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la <strong>neuropsicologia<\/strong> fornisce spunti interessanti: studi condotti dalla ricercatrice di Cambridge <strong>Stavroula Kousta<\/strong> hanno dimostrato che le parole concrete attivano in misura maggiore aree sensoriali e motorie del cervello, rendendo il messaggio non solo pi\u00f9 comprensibile, ma anche pi\u00f9 <em>esperienziale<\/em>. Questo significa che un linguaggio concreto non \u00e8 soltanto pi\u00f9 chiaro, ma anche pi\u00f9 \u201csentito\u201d dalle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, nelle situazioni incerte il linguaggio concreto funziona come una bussola: aiuta individui e organizzazioni a non perdersi nell\u2019ambiguit\u00e0, fornendo coordinate precise e verificabili. Non elimina l\u2019incertezza, ma la <strong>rende abitabile<\/strong>, trasformandola da minaccia vaga a sfida affrontabile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il canale conta: abbina complessit\u00e0 del messaggio alla ricchezza mediale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti i messaggi sono adatti a tutti i canali. La teoria della <strong>media richness<\/strong> insegna che, quanto pi\u00f9 un contenuto \u00e8 ambiguo, pi\u00f9 ha bisogno di un canale \u201cricco\u201d (video, interazione, feedback immediato) per essere recepito correttamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cambiamento strategico complesso comunicato via e-mail rischia di essere frainteso; lo stesso messaggio, veicolato via webinar con possibilit\u00e0 di domande, sar\u00e0 invece compreso con maggiore efficacia. La scelta del mezzo \u00e8 parte integrante della strategia: i contenuti ambigui appartengono a spazi comunicativi che consentono dialogo e chiarimento.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comunicare insieme: dal messaggio al senso condiviso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In contesti ambigui, il senso non pu\u00f2 essere imposto, ma <strong>costruito insieme<\/strong>. Il concetto di <em>sensemaking<\/em>, introdotto da <strong>Karl Weick<\/strong>, professore emerito di Psicologia del comportamento organizzativo presso l\u2019Universit\u00e0 del Michigan, mostra come le persone si orientino collettivamente nei momenti di incertezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo \u00e8 fondamentale aprire finestre di dialogo, workshop, sessioni di feedback: clienti, dipendenti e stakeholder diventano co-autori della comprensione del cambiamento. Questo rafforza la legittimazione del messaggio e rende pi\u00f9 fluida l\u2019accettazione dei \u201cnon detti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I rischi dell\u2019ambiguit\u00e0 senza misura: l\u2019ambiguit\u00e0 tossica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ambiguit\u00e0, come abbiamo visto, non \u00e8 necessariamente un male: pu\u00f2 stimolare creativit\u00e0, apertura e adattabilit\u00e0. Ma, se non viene <strong>gestita e contestualizzata<\/strong>, rischia di trasformarsi in una vera e propria <strong>ambiguit\u00e0 tossica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sociologo statunitense <strong>Robert Merton<\/strong> gi\u00e0 negli anni \u201950 descriveva come l\u2019eccesso di informazioni contraddittorie generi <em>role conflict<\/em>, una condizione in cui le persone non sanno pi\u00f9 come comportarsi perch\u00e9 ricevono messaggi incoerenti dalle figure di riferimento. Questo stato produce stress cronico, perdita di fiducia e una riduzione della motivazione individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 recentemente, studi condotti da <strong>Paul J. Hanges e colleghi<\/strong> (2000) hanno evidenziato che l\u2019ambiguit\u00e0 organizzativa non gestita \u00e8 correlata a un aumento del <strong>burnout<\/strong> e a un abbassamento significativo della <strong>job satisfaction<\/strong>. In altre parole, se la comunicazione diventa contraddittoria, le persone sperimentano un senso di smarrimento che mina il loro benessere psicologico e la loro capacit\u00e0 di contribuire in modo costruttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche dal punto di vista neuroscientifico, un eccesso di ambiguit\u00e0 attiva il <strong>sistema limbico<\/strong>, in particolare l\u2019<strong>amigdala<\/strong>, responsabile della risposta alla minaccia. Secondo gli studi di <strong>Steward Shankman<\/strong>, psicologo e ricercatore statunitense, l\u2019incertezza prolungata mantiene il cervello in uno stato di allerta costante, simile a quello generato da un pericolo reale. Questo spiega perch\u00e9 i messaggi poco chiari, soprattutto se ripetuti nel tempo, possono generare ansia e sfiducia nei confronti delle organizzazioni che li diffondono.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, l\u2019ambiguit\u00e0 tossica si manifesta quando manca un equilibrio: il messaggio non lascia spazio alla co-creazione di senso, ma neanche offre coordinate stabili. Il risultato \u00e8 una comunicazione che <strong>erode la fiducia<\/strong> anzich\u00e9 rafforzarla, trasformando l\u2019incertezza in un vuoto difficile da abitare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusione: creare fiducia nell\u2019incertezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un periodo in cui tutto sembra traballare, la vera sfida per chi comunica \u00e8 saper gestire con equilibrio la tensione tra sicurezza e mistero. La fiducia nasce quando riusciamo a dire ci\u00f2 che sappiamo e, allo stesso tempo, ammettere con trasparenza ci\u00f2 che ancora non conosciamo. Si consolida quando il linguaggio che utilizziamo \u00e8 concreto e dettagliato, capace di offrire punti di ancoraggio cognitivi che riducono il senso di smarrimento. Diventa ancora pi\u00f9 solida se scegliamo con attenzione il canale pi\u00f9 adatto: i media pi\u00f9 interattivi permettono infatti di veicolare contenuti complessi con maggiore efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la fiducia non si costruisce mai in solitudine. Coinvolgere il pubblico e renderlo parte attiva della comunicazione significa trasformare le persone in veri e propri co-costruttori del senso, attori che contribuiscono a dare significato all\u2019incertezza. Infine, l\u2019ambiguit\u00e0 deve essere usata con misura ed etica: pu\u00f2 servire a stimolare la riflessione o a lasciare spazi di interpretazione, ma non deve mai diventare una scusa per nascondere informazioni o eludere responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sapr\u00e0 integrare queste logiche non eliminer\u00e0 l\u2019incertezza, ma sar\u00e0 in grado di trasformarla in una leva differenziante, in un segno distintivo di credibilit\u00e0 e apertura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/292522773_Strategic_Ambiguities_Essays_on_Communication_Organization_and_Identity\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/292522773_Strategic_Ambiguities_Essays_on_Communication_Organization_and_Identity<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/354508608_Between_strategic_clarity_and_strategic_ambiguity_-_oscillating_strategic_communication\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/354508608_Between_strategic_clarity_and_strategic_ambiguity_-_oscillating_strategic_communication<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/363767551_The_effect_of_ambiguity_in_strategic_environments_an_experiment\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/363767551_The_effect_of_ambiguity_in_strategic_environments_an_experiment<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/227445746_Organizational_Information_Requirements_Media_Richness_and_Structural_Design\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/227445746_Organizational_Information_Requirements_Media_Richness_and_Structural_Design<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/257397559_Sensemaking_in_organizations_by_Karl_E_Weick_Thousand_Oaks_CA_Sage_Publications_1995_231_pp\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/257397559_Sensemaking_in_organizations_by_Karl_E_Weick_Thousand_Oaks_CA_Sage_Publications_1995_231_pp<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/49696315_The_Representation_of_Abstract_Words_Why_Emotion_Matters\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/49696315_The_Representation_of_Abstract_Words_Why_Emotion_Matters<\/a>\u00a0<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/292359592_The_representation_of_meaning_in_memory\">https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/292359592_The_representation_of_meaning_in_memory<\/a><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Viviamo in un tempo che potremmo definire di estrema incertezza. 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