{"id":306,"date":"2016-07-27T05:04:13","date_gmt":"2016-07-27T05:04:13","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=306"},"modified":"2019-09-18T15:35:33","modified_gmt":"2019-09-18T15:35:33","slug":"certamente-2016-insight-neuromarketing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/07\/27\/certamente-2016-insight-neuromarketing\/","title":{"rendered":"10 insight di neuromarketing da CERTAMENTE 2016"},"content":{"rendered":"<p>Gli scorsi 14 e 15 aprile a Roma sono stati la volta della&nbsp;<strong>prima edizione di Certamente, gli Italian Neuromarketing Days<\/strong>. Nel cuore di Roma i due giorni sono corsi in modo intenso, e sono stati tanti gli spunti di riflessione forniti dai relatori internazionali.<\/p>\n<p>Si \u00e8 cercato di comprendere in che modo&nbsp;<strong>le neuroscienze possano aiutare il business a crescere<\/strong>, a superare con successo le sfide del mercato moderno, a coinvolgere emozionalmente i consumatori. Perch\u00e9, sia chiaro una volta per tutte, in questa era sovraccarica di informazioni&nbsp;<strong>senza emozioni non andiamo da nessuna parte<\/strong>, non riusciremo a farci desiderare e a farci ricordare. Dobbiamo comprendere chi \u00e8 davvero il nostro pubblico e conoscerne opportunit\u00e0 e limiti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-307\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-keys.jpg\" alt=\"ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-keys\" width=\"680\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-keys.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-keys-300x104.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-keys-552x192.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>In che modo \u00e8 possibile venire a conoscenza di tutte queste informazioni sui nostri consumatori? Per fortuna&nbsp;<strong>le neuroscienze possono fornirci delle risposte concrete<\/strong>, permettendoci di prevedere i risultati prima ancora di fare gli investimenti. Come potete immaginare sar\u00e0 pertanto impossibile essere esaustivi in soltanto 10 consigli, ma vogliamo comunque fornirvi alcune suggestioni venute fuori dal convegno, da cui prendere spunto e con cui comprendere le potenzialit\u00e0 di questo approccio scientifico al marketing e alla comunicazione.<\/p>\n<p><strong>1 L\u2019approccio razionale \u00e8 obsoleto<\/strong><br \/>\nAlberto Mattiacci &#8211; Presidente Societ\u00e0 Italiana Marketing e Prof. in Economia e Gestione delle Imprese<\/p>\n<p>Il dibattito sul marketing \u00e8 obsoleto e l\u2019approccio razionale presenta dei limiti. I consumatori non comprano pi\u00f9 per bisogno, ma per desiderio. Parlare di branding \u00e8 un modo sofisticato di fare mercato: discutere di bisogni significa parlare alla testa, mentre il branding deve pensare ai desideri degli utenti per trasformarli in bisogni. \u00c8 questa l\u2019innovazione profonda del marketing: assumere05 la soggettiva delle persone e non quella aziendale.<\/p>\n<p><strong>2 Il cervello umano ha memoria e attenzione limitate<\/strong><br \/>\nFabio Babiloni &#8211; Docente di Fisiologia presso l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma<\/p>\n<p>La corteccia cerebrale ha 10 GB di memoria, meno di un comune smartphone, ed \u00e8 costretta a selezionare le informazioni da ricordare. Anche l&#8217;attenzione \u00e8 una risorsa limitata perch\u00e9 i processi attenzionali ci costano energia. Il neuromarketing aiuta a misurare la percezione al fine di ottimizzare l&#8217;architettura della comunicazione e risparmiare energie e risorse, cerebrali ed economiche.<\/p>\n<p><strong>3 Le neuroscienze possono misurare le emozioni<\/strong><br \/>\nMichela Balconi &#8211; Docente di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore<\/p>\n<p>I comportamenti sociali sono influenzati dalle emozioni e dai meccanismi di ricompensa. Entrambi sono processi automatici e sfuggono al nostro controllo. Le neuroscienze hanno per\u00f2 introdotto nuovi strumenti, tecniche e metodi che consentono di leggere i segnali verbali e non verbali della comunicazione, i quali sono intrisi di emozioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-308\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-punch.jpg\" alt=\"ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-punch\" width=\"680\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-punch.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-punch-300x104.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-punch-552x192.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>4 Chi compra \u00e8 pi\u00f9 importante di chi vende<\/strong><br \/>\nLluis Martinez-Ribes &#8211; Consultant Partner presso m+f=!<\/p>\n<p>Non ha senso chiedersi se privilegiare il B2B o il B2C, bisogna tenere conto che il mercato \u00e8 sempre un H2H, Human to Human. Misuriamo quello che vogliamo, ma se non si \u00e8 nella vita dei nostri consumatori non si sta facendo veramente marketing. Il consumatore vuole sentirsi dire cosa puoi fare per la sua vita, in che modo il tuo prodotto pu\u00f2 aiutarlo. L\u2019obiettivo della comunicazione non deve essere quindi parlare, ma far provare delle emozioni ai consumatori: \u00e8 questo il driver pi\u00f9 importante nella customer experience.<\/p>\n<p><strong>5 Le neuroscienze aiutano a mantenere le promesse del brand<\/strong><br \/>\nGaia Spinella &#8211; Brand analysis and monitoring presso TIM<\/p>\n<p>Il brand non \u00e8 solo un nome, un logo o un prodotto, \u00e8 una promessa (da mantenere). Quando si fa un re-brading \u00e8 fondamentale non disorientare il consumatore. In questo l&#8217;indagine biometrica pu\u00f2 aiutare a valutare la riconoscibilit\u00e0 percepita del nuovo logo, e ad evitare rischi per il business.<\/p>\n<p><strong>6 Non si pu\u00f2 fare neuromarketing senza conoscenza<\/strong><br \/>\nGesa Lischka &#8211; CEO Kochstrasse<\/p>\n<p>Il problema del neuromarketing? Spesso nelle aziende mancano l\u2019expertise interna e l\u2019integrazione dei processi, questo complica la scelta degli investimenti. Il neuromarketing per\u00f2, rivelando priorit\u00e0 e motivazioni insospettabili che spingono i consumatori all&#8217;acquisto, ci aiuta a comprendere perch\u00e9 i prodotti non performano e a spiegarlo alle aziende. Senza il neuromarketing diventa pi\u00f9 difficle rivelare i veri brand asset, riposizionare un brand o convincere gli stakeholder.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-309\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-flower.jpg\" alt=\"ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-flower\" width=\"680\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-flower.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-flower-300x104.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-flower-552x192.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>7 Mettere di buonumore il consumatore aumenta la probabilit\u00e0 che compri<\/strong><br \/>\nElissa Moses &#8211; CEO Neuro &amp; Behaviour Science Ipsos<\/p>\n<p>Gli esperti di marketing devono fare in modo che il neuromarketing entri a far parte della ricerca quotidiana. Le neuroscienze ci hanno aiutato a comprendere per esempio che mettere di buonumore i consumatori pu\u00f2 influenzare in modo misurabile il comportamento d\u2019acquisto. Regalare un semplice fiore al consumatore lo porta a focalizzarsi pi\u00f9 sul prodotto e meno sul prezzo, aumentando la probabilit\u00e0 che compri e spenda di pi\u00f9, anche online.<\/p>\n<p><strong>8 Le emozioni conducono all\u2019azione, anche nel fundraising<\/strong><br \/>\nFrancesco Ambrogetti &#8211; Fundraising marketing Director presso UNICEF italia<\/p>\n<p>Il comportamento di donare \u00e8 dettato dall&#8217;emozione pi\u00f9 che dai fatti reali. La decisione di donare \u00e8 infatti attivata dal sistema mesolimbico, lo stesso che \u00e8 collegato al cibo, al sesso e ai soldi. Quando doniamo del denaro, si innesca l&#8217;area di ricompensa e ci fa sentire bene. Vi \u00e8 infatti pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere. Le neuroscienze ci consentono di comprendere come avviene questo processo, permettendo di creare degli spot ad alto valore emozionale e di raccogliere pi\u00f9 fondi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-310\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-light.jpg\" alt=\"ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-light\" width=\"680\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-light.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-light-300x104.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-10-insight-di-neuromarketing-da-certamente-2016-light-552x192.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>9 L\u2019illuminazione limbica pu\u00f2 influenzare lo shopping<\/strong><br \/>\nSirio Greco &#8211; Manager Zumtobel<\/p>\n<p>Le aziende non devono chiedersi \u201cChe prodotto vuole il mio cliente?\u201d, con il neuromarketing la domanda da porsi \u00e8 \u201cDi che tipo limbico \u00e8 il mio cliente?\u201d. L\u2019illuminazione ha una capacit\u00e0 di influenza molto forte sui consumatori e pu\u00f2 fornire pi\u00f9 impulsi positivi all&#8217;acquisto, ma i consumatori non sono tutti uguali. I diversi consumatori reagiscono alla luce con emozioni differenti. L&#8217;illuminazione limbica pu\u00f2 migliorare il senso di benessere, far sostare le persone pi\u00f9 a lungo nel negozio, aumentare il loro livello di attivazione e incrementare il fatturato.<\/p>\n<p><strong>10 Gli spot emotivi si ricordano meglio<\/strong><br \/>\nPatrizia Cherubino &#8211; Ricercatrice presso BrainSigns<\/p>\n<p>Per un&#8217;azienda \u00e8 difficile emergere, c&#8217;\u00e8 saturazione informativa e cognitiva. Per quanto riguarda gli spot, l&#8217;esposizione ripetuta ad uno stimolo migliora l&#8217;approccio allo stimolo stesso. Bisogna per\u00f2 fare una distinzione tra spot emotivi e spot informativi. Le neuroscienze hanno dimostrato che i primi generano pi\u00f9 interesse, meno sforzi cognitivi, pi\u00f9 memorizzazione. I secondi richiedono invece maggiori sforzi cognitivi che non si adattano alla natura selettiva della nostra memoria. Agli spot emotivi infatti si perdonano anche un frequenza di passaggio alta, cosa che non si \u00e8 disposti a fare con quelli informativi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Alcuni consigli dalle neuroscienze da tenere a mente quando si fa business<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":311,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[7],"tags":[13,14],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-15.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=306"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":906,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306\/revisions\/906"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}