{"id":3059,"date":"2024-09-05T17:24:52","date_gmt":"2024-09-05T17:24:52","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=3059"},"modified":"2024-09-05T17:24:53","modified_gmt":"2024-09-05T17:24:53","slug":"neurocinema-cosa-accade-nel-nostro-cervello-quando-guardiamo-un-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2024\/09\/05\/neurocinema-cosa-accade-nel-nostro-cervello-quando-guardiamo-un-film\/","title":{"rendered":"Neurocinema: cosa accade nel nostro cervello quando guardiamo un film?"},"content":{"rendered":"\n<p>Scenario 1: hai appena indossato un comodissimo pigiama e sei pronto a occupare il tuo posto sul divano e, mentre dalla cucina giunge il caratteristico profumo di popcorn appena fatti, la colonna sonora che introduce il film fa da sottofondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scenario 2: con la tua bibita fresca appena spillata e il cesto dei popcorn riempito fino all\u2019orlo ti stai facendo strada nella giungla di gambe che ti separa dal tuo posto a sedere, la sala \u00e8 piena, le luci si sono spente, il film sta per cominciare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che siate spettatori \u201ccasalinghi\u201d o assidui frequentatori di sale cinematografiche, a muovervi \u00e8 la passione per il cinema.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre il cinema rappresenta un\u2019arte che accompagna gli spettatori ad evadere dalla vita quotidiana e ad immergersi in quella altrui, innescando una sequenza di processi percettivi, cognitivi ed emotivi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Processi che possono essere osservati valutando le risposte cerebrali scatenate dagli stimoli visivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008, Uri Hasson, (1) neuroscienziato e professore di Psicologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Princeton, coni\u00f2 il termine <strong>neurocinema<\/strong> per indicare il connubio tra l\u2019ambito delle neuroscienze e quello della cinematografia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>neurocinema<\/strong> ha l\u2019obiettivo di misurare gli effetti che un film pu\u00f2 provocare nel cervello dello spettatore. Per raggiungere questo scopo si ricorre a tecnologie e tecniche di bio-feedback utilizzate dalle neuroscienze e nel <strong>neuromarketing,<\/strong> come la risonanza magnetica (fMRI), l\u2019EEG, la Skin Conductance , che misura le reazioni cutanee, e l\u2019eye-tracker che si concentra sul movimento oculare; i dati consentono di misurare l\u2019interesse, l\u2019attenzione, il coinvolgimento emotivo e la memoria delle persone in risposta agli stimoli durante la visione di un film.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di attrarre meglio gli spettatori e fare in modo che vivano un\u2019esperienza particolarmente coinvolgente e quindi&nbsp; indimenticabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I neuroni specchio, in questo senso, giocano un ruolo importantissimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il ruolo dei neuroni specchio nel cinema.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Novanta, un gruppo di ricercatori italiani presso l\u2019Universit\u00e0 di Parma scopr\u00ec un particolare tipo di neurone nelle scimmie, denominato neurone a specchio. Negli anni successivi esso fu individuato anche nell\u2019essere umano. In seguito, gli esperimenti del 2004 condotti da Rizzolati e Craighero, (2) tramite tecnologie di misurazione neuroscientifiche, dimostrarono che, anche in assenza di attivit\u00e0 motoria, quando gli individui osservano un\u2019altra persona compiere una determinata azione, anche l\u2019area della loro corteccia motoria deputata a quella azione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa attivazione \u00e8 causata appunto dai neuroni a specchio che hanno la capacit\u00e0 di \u201crispecchiare\u201d, farci provare la stessa esperienza di un altro individuo. Attraverso i neuroni specchio \u00e8 dunque possibile non solo comprendere il contenuto e prevedere le eventuali conseguenze di un\u2019azione, ma anche provare le stesse emozioni che quell\u2019azione ci susciterebbe (es. vedere qualcuno che gusta un gelato ci fa venire l\u2019acquolina in bocca). Come esseri umani, siamo inoltre capaci di comprenderci a vicenda attraverso una decodifica ed interpretazione&nbsp; degli stati mentali che precedono e causano un\u2019azione mentre sta per compiersi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il collegamento tra individui \u00e8 il ponte che porta al fenomeno dell\u2019identificazione e dell\u2019empatia: una delle risorse pi\u00f9 sfruttate nell\u2019ambito cinematografico, in quanto lo spettatore osserva costantemente le azioni dei protagonisti, leggendone le emozioni e mettendosi nei loro panni. (3)<\/p>\n\n\n\n<p>Il compito dei registi \u00e8 quello di creare delle sequenze in grado di rendere gli spettatori partecipi del film stesso. Una tecnica molto utilizzata \u00e8 quella del primo piano: riprendere un attore in volto permette allo spettatore di familiarizzare direttamente con il viso e le sue espressioni, promuovendo la condivisione di emozioni e sentimenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inter Subject Correlation test: l\u2019esperimento di Hasson.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tornando ad Uri Hasson, il pioniere del <strong>neurocinema<\/strong>, \u00e8 di cruciale importanza citare il suo famoso esperimento chiamato <strong>\u201cInter Subject Correlation<\/strong>\u201d. Il suo studio aveva due scopi: trovare delle somiglianze nelle risposte neurali dei soggetti sottoposti al test e studiarne le conseguenze. L\u2019indagine prevedeva che i soggetti, tra i 25 e i 50 anni, guardassero 30 minuti del famoso film di Sergio Leone \u201cIl buono, il brutto e il cattivo\u201d, mentre venivano sottoposti a una risonanza magnetica (fMRI). Il video e l\u2019audio erano computerizzati all\u2019interno dello strumento della fMRI e ai soggetti era stata concessa totale libert\u00e0 durante la visione: potevano interromperla in qualsiasi momento. Nonostante questa libert\u00e0 di scelta, dai risultati emersero dei dati interessanti. Circa il 45% dei soggetti mostrava, a livello della neocorteccia, un indice molto alto di intersoggettivit\u00e0 in varie aree del cervello, per esempio l\u2019area di Wernicke (correlata al linguaggio) e altre aree relative alla multi-sensorialit\u00e0 e alla ricezione di emozioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le stesse tecniche, utilizzate da Hasson per il film di Alfred Hitchcock \u201cBang! You\u2019re dead\u201d, mostrarono risultati ancora pi\u00f9 interessanti: l\u2019indice di intersoggettivit\u00e0 arrivava al 65%.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 evidente, dunque, come l\u2019utilizzo di tecniche di misurazione neuroscientifica possa essere un potente alleato del cinema. Peter Katz, produttore cinematografico americano, in un\u2019intervista rilasciata nel 2009 afferm\u00f2 che \u201cin futuro i film potranno facilmente diventare pi\u00f9 efficaci nel soddisfare le aspettative del loro particolare genere [\u2026]. I registi saranno in grado di tracciare con precisione quali sequenze eccitano, coinvolgono emotivamente o perdono l\u2019interesse nello spettatore in base (allo studio) di quali aree del cervello sono attivate\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inside Out: un esempio di neurocinema.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il film d\u2019animazione della <strong>Pixar Animation Studio<\/strong> che nel 2015 ha stregato milioni di spettatori di tutte le et\u00e0 \u00e8 da poco tornato a riempire le sale con il secondo appuntamento della saga: <strong>Inside Out 2.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto in questo articolo, le neuroscienze sono un potente alleato del cinema e questo film ne \u00e8 una fedele dimostrazione. Inside out 2 realizza una radiografia di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere all\u2019interno della mente di una ragazzina adolescente alle prese con il proprio sviluppo fisico e mentale. Rispetto al primo film, infatti, nel quale venivano rappresentate le emozioni di gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto, in questo sequel si aggiungono al team anche le emozioni pi\u00f9 complesse che affiorano con la crescita personale e le nuove sfide che la vita presenta alla protagonista. Stiamo parlando di ansia, noia, invidia e imbarazzo. Questa squadra di emozioni lavora all\u2019interno della testa dell\u2019adolescente Riley, proprio come in una vera e propria sala di controllo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per creare e realizzare la sceneggiatura del film, Peter Docter, co-sceneggiatore e co-regista, ha cercato di comprendere in profondit\u00e0 la scienza che sta dietro ai concetti intellettuali come la personalit\u00e0 e la memoria. Inoltre, ha studiato gli articoli scientifici di Dacher Keltner, professore di psicologia e direttore del laboratorio GGSC &#8211; Greater Good Science Center dell\u2019Universit\u00e0 di California, Berkeley, nonch\u00e9 grande esperto di emozioni. Keltner utilizza come strumento neuro-analitico le tecniche di monitoraggio del flusso sanguigno nel cervello e il face reader per la misurazione dei movimenti facciali non consci che comunicano le emozioni provate dalla persona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Professor Dacher Keltner ha tenuto varie riunioni e lezioni presso i Pixar Animation Studios di Meryville per spiegare ai creativi le basi, la fisiologia e lo scopo delle emozioni, in modo che potessero caratterizzare perfettamente la personalit\u00e0 di ciascuno dei personaggi. Dopo aver visto il film ha dichiarato che il risultato \u00e8 stato molto buono perch\u00e9 <s>\u00e8<\/s> coerente con le nuove linee di ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E voi avete mai fatto caso a come cambia il vostro stato d\u2019animo mentre siete immersi nella visione di un film?&nbsp; In ogni caso, buona visione!<\/p>\n\n\n\n<ol><li>Hasson U., et al., 2008. Neurocinematics: The Neuroscience of Film. Berghahn Journals, vol. 2, pag. 18 <a href=\"https:\/\/www.cns.nyu.edu\/~nava\/MyPubs\/Hasson-etal_NeuroCinematics2008.pdf\">https:\/\/www.cns.nyu.edu\/~nava\/MyPubs\/Hasson-etal_NeuroCinematics2008.pdf<\/a>&nbsp;<\/li><li>Rizzolatti G., Craighero L., 2004. The mirror- neuron system. Journal of annual reviews, vol. 27, pag. 169-192&nbsp;<\/li><li><a href=\"https:\/\/filmoterapia.pl\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Film-Studies-and-the-New-Science.pdf\">https:\/\/filmoterapia.pl\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Film-Studies-and-the-New-Science.pdf<\/a>&nbsp;<\/li><li>Katz P., 23.09.2009. NEUROCINEMA AIMS TO CHANGE THE WAY MOVIES ARE MADE. Wired.<\/li><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Scenario 1: hai appena indossato un comodissimo pigiama e sei pronto a occupare il tuo posto sul divano e, mentre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":3060,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[1],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2024\/09\/7_settembre_ottosublog_A.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3059"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3059"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3059\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3061,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3059\/revisions\/3061"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}