{"id":290,"date":"2016-07-27T06:20:46","date_gmt":"2016-07-27T06:20:46","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=290"},"modified":"2019-09-18T15:35:06","modified_gmt":"2019-09-18T15:35:06","slug":"impatto-emozionale-si-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/07\/27\/impatto-emozionale-si-no\/","title":{"rendered":"L\u2019impatto emozionale di un &#8220;s\u00ec&#8221; o di un &#8220;no&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Quando riassumiamo un vissuto, un\u2019emozione o un pensiero diamo origine alla \u201cparola\u201d, che altro non \u00e8 che l\u2019evocazione, la suggestione e il filtro che&nbsp;<strong>modifica il nostro modo di percepire la realt\u00e0<\/strong>. Con le parole infatti possiamo creare, immaginare, spiegare, insegnare, raccontare, dire, ma soprattutto trasmettere e suscitare emozioni a chi ci sta ascoltando.<\/p>\n<p>Pensiamo per esempio all\u2019effetto che hanno su di noi le parole quando risuonano per giorni nella nostra mente e ci sembra di non riuscire a digerirle, o quando al contrario ci riempiono il cuore, ci emozionano, accrescono la nostra autostima o<strong>creano sentimenti profondi<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-291\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-words-led.jpg\" alt=\"ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-words-led\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-words-led.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-words-led-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-words-led-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>L\u2019impatto delle parole negative sul cervello.<\/strong><br \/>\nQuanto potere hanno quindi le parole sul nostro cervello? E i \u201cno\u201d cosa possono stimolare? A queste domande hanno cercato di rispondere gli studiosi del Brookhaven National Laboratory di New York, che hanno analizzato l\u2019impatto dell\u2019uso sistematico delle parole negative. I ricercatori statunitensi hanno scoperto che causano un\u2019alterazione dei livelli ormonali e dei neurotrasmettitori. Visualizzare<strong>la parola \u201cno\u201d anche solo per un secondo stimola il rilascio di cortisolo<\/strong>, un ormone che contribuisce allo stress.<\/p>\n<p>Se un semplice \u201cno\u201d ha questo effetto, cosa potrebbe causare la lettura di un elenco intero di frasi o parole negative? Probabilmente pu\u00f2&nbsp;<strong>peggiorare il nostro umore<\/strong>&nbsp;e, a livello emotivo, pu\u00f2 farci avvertire un senso di angoscia o tristezza. Inoltre le emozioni vengono ancora pi\u00f9 amplificate se le parole negative vengono pronunciate a voce. L\u2019amigdala si attiva immediatamente e alle parole negative si assoceranno esperienze negative che si trasformano in allarme per il nostro cervello.<\/p>\n<p><strong>Le parole positive sono pi\u00f9 potenti.<\/strong><br \/>\nPossiamo trasformare le negazioni in una costruzione positiva della frase, mantenendo comunque il senso? Scegliere con accuratezza la frase che andremo a dire pu\u00f2 cambiare la percezione del nostro interlocutore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-293\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-yes-on-paper.jpg\" alt=\"ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-yes-on-paper\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-yes-on-paper.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-yes-on-paper-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-yes-on-paper-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>Come riporta uno studio del 2013 condotto presso l\u2019Universit\u00e0 Claude Bernard di Lione, \u00e8 stato dimostrato che&nbsp;<strong>le frasi positive inducono all\u2019azione<\/strong>. L\u2019esperimento ha scoperto che ascoltare verbi legati al movimento aumenta automaticamente la forza con la quale afferriamo gli oggetti. Ma se le parole vengono presentate nella loro forma negativa, non si verifica alcun cambiamento.<\/p>\n<p>Il nostro cervello reagisce infatti in maniera diversa in base ai vocaboli che utilizziamo. Verbi come \u201cVai! Salta! Attacca!\u201d attivano diverse aree cerebrali mentre parole come \u201cStop. Siediti. Guarda.\u201d producono invece uno stato d\u2019inibizione.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 bisogna parlare sempre in positivo.<\/strong><br \/>\nNel nostro parlare quanti \u201cno\u201d, \u201cnon\u201d e negazioni utilizziamo? Dalle conversazioni con gli amici agli incontri con i clienti utilizziamo spesso&nbsp;<strong>frasi killer<\/strong>&nbsp;come \u201cNo no, hai ragione!\u201d oppure \u201cNo, volevo solo dire che\u2026\u201d. Queste frasi risultano poco efficaci in quanto&nbsp;<strong>richiedono pi\u00f9 energia<\/strong>&nbsp;per essere elaborate dal nostro cervello. Abbiamo bisogno infatti di pi\u00f9 tempo per elaborare una frase negativa, in quanto tendiamo prima a pensarla in positivo per poi elaborarla in negativo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-292\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-tropics.jpg\" alt=\"ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-tropics\" width=\"640\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-tropics.jpg 640w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-tropics-300x102.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-l-impatto-emozionale-di-un-si-o-di-un-no-tropics-552x188.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>Facciamo un esempio, se dico \u201cnon pensare ad un spiaggia tropicale\u201d a cosa stai pensando? Probabilmente stai gi\u00e0 visualizzando mentalmente una bella spiaggia di sabbia bianca circondata da palme. Lo stesso accade quando tutti i giorni pronunciamo frasi come \u201cNon si preoccupi\u201d, \u201cNon voglio insistere\u201d o \u201cNon voglio prenderla in giro\u201d.<\/p>\n<p>Quando utilizziamo frasi negative&nbsp;<strong>il nostro inconscio percepisce la frase nel suo senso opposto<\/strong>, invitandoci a fare proprio quello che ci viene richiesto di non fare. In ogni forma di comunicazione, quando vogliamo che il messaggio arrivi davvero al nostro interlocutore, ricordiamoci quindi di calibrare bene le parole che utilizziamo e soprattutto chiediamoci che effetto avrebbe se lo dicessero a noi.<\/p>\n<p><strong>Fonti.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.terremarsicane.it\/limpatto-delle-parole-sulla-struttura-del-cervello\/\">Terremarsicane<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0068687\">Plos<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.bnl.gov\/biosciences\/staff\/Alia-Klein\/files\/pdf\/Alia-KleinEmotion2007.pdf\">What Is in a Word? No Versus Yes Differentially Engage the Lateral Orbitofrontal Cortex<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">L\u2019uso di parole positive e dei verbi di movimento induce il cervello all\u2019azione<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":294,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[90,14,88,89,87],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-2-4.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":904,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290\/revisions\/904"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}