{"id":284,"date":"2016-07-27T06:50:25","date_gmt":"2016-07-27T06:50:25","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=284"},"modified":"2019-09-20T10:35:41","modified_gmt":"2019-09-20T10:35:41","slug":"progetta-packaging-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/07\/27\/progetta-packaging-successo\/","title":{"rendered":"Come si progetta un packaging di successo?"},"content":{"rendered":"<p>Partiamo da due dati di fatto: solo il 10% dei prodotti sopravvive dopo sei mesi dal lancio e pi\u00f9 del 70% delle decisioni d&#8217;acquisto vengono prese direttamente nel punto di vendita. In questo contesto\u00a0<strong>un packaging ben studiato risulta essere uno degli elementi chiave che determinano il successo di un prodotto<\/strong>. Ma come ottimizzare packaging e design di prodotto in modo che sappiano distinguersi dagli altri e sappiano farsi scegliere sul punto vendita?<\/p>\n<p>Ogni volta che interagiamo con un prodotto \u00e8 fondamentale capire come il nostro cervello risponde a questo evento. Come sostiene\u00a0<a href=\"https:\/\/it.linkedin.com\/in\/alberto-gallace-12908091\/en\">Alberto Gallace<\/a>, professore in Consumer Neuroscience dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi,\u00a0<strong>\u201cil nostro cervello sa di noi pi\u00f9 di quanto noi stessi sappiamo\u201d<\/strong>, e studiare come avvengono questi meccanismi ci permette di creare delle esperienze di prodotto migliori e pi\u00f9 intuitive.<\/p>\n<p>Grazie alle neuroscienze oggi sappiamo anche\u00a0<strong>quali sono le aree del cervello responsabili della percezione del piacere e della bellezza<\/strong>. In particolare l&#8217;attivazione di aree cerebrali come la corteccia orbito-frontale, indica l&#8217;attivazione del sistema di ricompensa, il sistema neurale che ci spinge ad agire per raggiungere gli obiettivi o ottenere dei benefici. \u00c8 stato notato che pi\u00f9 questo sistema \u00e8 attivo, pi\u00f9 siamo disposti a pagare un prezzo pi\u00f9 alto per acquistare un prodotto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-285\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-designing-products.jpg\" alt=\"ottosublog_neuromarketing_packaging-designing-products\" width=\"680\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-designing-products.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-designing-products-300x96.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-designing-products-552x177.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p>Ma non si tratta certamente solo di piacere o di attivazione di determinate regioni cerebrali.\u00a0<strong>Il neuromarketing fornisce metodi, strumenti e conoscenze che possono aiutare a trovare le caratteristiche pi\u00f9 idonee per la progettazione<\/strong>. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ottenuto, senza nemmeno dover chiedere alla gente le loro opinioni (anche se un approccio serio dovrebbe prendere in considerazione anche questi aspetti). Conoscendo i meccanismi coinvolti nel comportamento umano, siamo in grado di anticipare le reazioni dei consumatori e creare un packaging di successo.<\/p>\n<p>Esistono tuttavia alcune risposte estetiche che risultano essere universali, come la naturale preferenza per le linee curve rispetto alle linee rette e agli spigoli appuntiti, oppure la preferenza per i design semplici, simmetrici e con un elevato contrasto. Per lo sviluppo di tutti gli altri aspetti \u00e8 invece possibile seguire alcuni principi base che possono guidarci nella progettazione di un prodotto di successo.<\/p>\n<p><strong>1. La percezione di un packaging \u00e8 prima di tutto multisensoriale<\/strong><br \/>\nLa percezione di un prodotto deriva dall\u2019insieme di tutte le sue diverse caratteristiche sensoriali come il colore, la forma, l\u2019odore, la sensazione tattile, il suono e cos\u00ec via. Questi aspetti non vengono elaborati singolarmente dal nostro sistema nervoso ma interagiscono tra loro, fornendoci una percezione finale che \u00e8 molto pi\u00f9 di una semplice somma di queste caratteristiche. Per esempio, la percezione di un vino versato da una bottiglia in vetro \u00e8 sicuramente differente rispetto allo stesso vino presentato in un tetra-pack.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-286\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-heineken-touch.jpg\" alt=\"ottosublog_neuromarketing_packaging-heineken-touch\" width=\"680\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-heineken-touch.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-heineken-touch-300x96.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging-heineken-touch-552x177.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>2. Si prova piacere anche con il tatto<\/strong><br \/>\nSe \u00e8 vero che la nostra percezione \u00e8 dettata da un insieme di impulsi sensoriali, \u00e8 anche vero che il tatto riveste un ruolo cruciale nel packaging. Il tatto \u00e8 infatti il primo senso che si sviluppa nel grembo materno ed \u00e8 stato dimostrato che gli esseri umani sono dotati di un sistema ricettivo (noto come fibre C-tattili) specificamente dedicato a codificare il piacere derivato da questo senso (pensate per esempio alla sensazione del velluto sulla pelle). Chi si occupa di marketing, inoltre, sa bene che i consumatori sono pi\u00f9 propensi ad acquistare un prodotto se hanno prima avuto modo di toccarlo, e non \u00e8 raro trovare fori o rilievi sui packaging per favorire un&#8217;interazione tattile pi\u00f9 diretta con il prodotto.<\/p>\n<p><strong>3. Le emozioni giocano un ruolo chiave, ancora una volta<\/strong><br \/>\nChi ci segue da un po\u2019 sa ormai che le decisioni complesse non vengono prese utilizzando solo la ragione, anzi spesso i processi cognitivi intervengono solo in una fase successiva, quando cerchiamo di giustificare razionalmente la scelta che abbiamo compiuto. Ogni volta che incontriamo un prodotto, il nostro sistema limbico classifica immediatamente lo stimolo e attiva una risposta emotiva. Per esempio, noi vediamo una Maserati sfavillante e il nostro cuore inizia a battere pi\u00f9 veloce. Questo meccanismo emozionale ci aiuta, in maniera non conscia, a prendere una decisione in circostanze in cui il pensiero razionale diventa pi\u00f9 complicato (per esempio a causa delle molte opzioni disponibili o delle distrazioni ambientali).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-287\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging_maserati.jpg\" alt=\"ottosublog_neuromarketing_packaging_maserati\" width=\"650\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging_maserati.jpg 650w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging_maserati-300x101.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog_neuromarketing_packaging_maserati-552x185.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p><strong>4. Meglio le novit\u00e0, ma senza esagerare<\/strong><br \/>\nQuando si progetta un packaging bisogna trovare il giusto punto di equilibrio tra due aspetti fondamentali: la novit\u00e0 e la familiarit\u00e0. Gli esseri umani sono attratti dalle novit\u00e0 perch\u00e9 i nostri cervelli sono curiosi per natura, ma se il packaging non \u00e8 abbastanza familiare potrebbe generare una resistenza, in quanto implicitamente metterebbe a rischio la sensazione di fiducia percepita. Bisogna quindi differenziarsi dagli altri prodotti della categoria, innescando un\u2019attenzione bottom-up che \u00e8 indipendente dalla nostra volont\u00e0, ma fornire anche la garanzia che soddisferemo le aspettative del consumatore, suscitando risposte emotive positive.<\/p>\n<p><strong>5. Che sia facile da comprendere<\/strong><br \/>\nUltimo aspetto da tenere in considerazione, strettamente legato alla familiarit\u00e0, \u00e8 la fluidit\u00e0, ovvero la facilit\u00e0 con cui un oggetto viene identificato e compreso dal nostro cervello. Questo avviene quando riusciamo a dare senso ad un oggetto in maniera veloce, intuitiva e senza l\u2019ausilio del pensiero cosciente. Si pu\u00f2 ottenere questo risultato facendo attenzione ad una serie di aspetti tra cui l&#8217;esposizione ripetuta, la prevedibilit\u00e0, la tipicit\u00e0 rispetto alla categoria di prodotto e il priming.<\/p>\n<p>In conclusione, il neuromarketing pu\u00f2 fornirci dei principi che se seguiti aiutano i designer in fase di progettazione a creare packaging capaci di sedurre la parte non conscia dei nostri cervelli e allo stesso tempo convincere la parte pi\u00f9 cognitiva, riducendo cos\u00ec costi e rischi d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Scopri la nostra business unit dedicata alla progettazione di materiali POP e packaging, <a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/lab\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">LAB<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/intuitiveconsumer.com\/blog\/designing-better-products-and-packages-with-neuromarketing\/\">Intutive consumer<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.packagingdigest.com\/packaging-design\/neurodesign-the-new-frontier-of-packaging-and-product-design1510\">Packaging Digest<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.cell.com\/neuron\/abstract\/S0896-6273(14)00387-0\">Cell Press<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">5 principi di neurodesign da applicare nella progettazione.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":289,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[86,14,85],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=284"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":927,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions\/927"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}