{"id":2607,"date":"2021-12-15T15:00:30","date_gmt":"2021-12-15T15:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=2607"},"modified":"2021-12-15T15:05:36","modified_gmt":"2021-12-15T15:05:36","slug":"loghi-flatvisual-identity-neuromarketing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2021\/12\/15\/loghi-flatvisual-identity-neuromarketing\/","title":{"rendered":"Digital visual identity: i loghi flat sono pi\u00f9 efficaci di quelli tridimensionali?"},"content":{"rendered":"\n<h6>Con un intervento di Clara Bovetti, Senior Art Director di Ottosunove<\/h6>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Migliore leggibilit\u00e0, riconoscibilit\u00e0 e adattabilit\u00e0 a qualsiasi canale o device: con l\u2019ascesa dei social network e della comunicazione digitale numerosi brand hanno rivisto, a partire dal logo, la propria <strong>corporate visual identity<\/strong>, andando a prediligere<strong> loghi \u201cflat\u201d e bidimensionali<\/strong> a quelli utilizzati in precedenza, nella maggior parte dei casi con volumi e profondit\u00e0 che simulavano la tridimensionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1-1024x576.png\" alt=\"loghi\" class=\"wp-image-2609\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1-1024x576.png 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1-300x169.png 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1-768x432.png 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1-1140x641.png 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1-552x311.png 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-1.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 si \u00e8 sentita la necessit\u00e0 di apportare questi cambiamenti? E come reagiscono e percepiscono queste variazioni di stile e identit\u00e0 visiva le generazioni pi\u00f9 giovani, native digitali? Il linguaggio grafico adottato da un numero sempre maggiore di brand \u00e8 in linea con i gusti, le aspettative e la percezione dei consumatori pi\u00f9 giovani? Domande a cui ha provato a dare risposte puntuali uno<strong> studio di neuromarketing<\/strong> svolto tra Spagna e Portogallo dai ricercatori <strong>Luis Ma\u00f1as-Viniegra<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Madrid, <strong>Dora Santos-Silva Nova<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Lisbona e <strong>Sheila Liberal-Ormaechea<\/strong>, della Francisco de Vitoria University di Madrid.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Loghi e visual corporate identity nell\u2019era digitale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La comunicazione digitale, da vent\u2019anni a questa parte, ha completamente modificato le <strong>dinamiche relazioni e le possibilit\u00e0 di contatto tra brand e pubblico<\/strong>, inserendosi come una delle soluzioni pi\u00f9 efficaci e dirette&nbsp; &#8211; e oggi essenziali &#8211; per costruire relazioni significative e continuative con le persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2-1024x576.png\" alt=\"testo (2)\" class=\"wp-image-2384\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2-1024x576.png 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2-300x169.png 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2-768x432.png 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2-1140x641.png 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2-552x311.png 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/06\/testo-2.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Proporsi in ambito digitale richiede ai brand di investire non solo sulla propria presenza, ma anche sulla sua <strong>qualit\u00e0<\/strong>: \u00e8 chiaro che mettere a disposizione siti web non funzionali, con loghi e immagini di brand non leggibili, allontani le persone dall\u2019interazione con un\u2019azienda e i suoi prodotti. Ci\u00f2 spiega come sul digitale, prima che agire in ottica additiva, sia preferibile intervenire favorendo semplificazione, essenzialit\u00e0 e funzionalit\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 vero soprattutto oggi, in un mondo in cui quasi tutti gli utenti web, per lo meno in Occidente, non solo dispongono di larghezze di banda e connessioni potenti, ma vivono <strong>molte delle esperienze digitali attraverso device portabili e con schermi molto ridotti:<\/strong> prediligere design semplici e \u201cleggeri\u201d, facilmente leggibili e riconoscibili anche da mobile, \u00e8 perci\u00f2 una soluzione efficace per garantire un\u2019ottima digital UX e UI.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Perch\u00e9 \u00e8 importante lasciare il segno con il proprio logo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Che <strong>il logo di un brand sia l\u2019elemento pi\u00f9 riconoscibile e determinante della visual identity <\/strong>\u00e8 un assunto diffuso e confermato da numerose ricerche, come citato dai ricercatori iberici nel paper di presentazione della ricerca.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2-1024x576.png\" alt=\"loghi\" class=\"wp-image-2610\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2-1024x576.png 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2-300x169.png 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2-768x432.png 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2-1140x641.png 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2-552x311.png 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-2.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La visual identity di un brand \u00e8 sempre soggetta a <strong>revisioni e attualizzazioni<\/strong>, proprio per rispecchiare l\u2019evoluzione dell\u2019azienda, per essere coerenti rispetto al proprio target e rispondere alle esigenze dei nuovi mezzi di comunicazione. Diverse ricerche dimostrano infatti come <strong>riprogettare il logo di un brand<\/strong>, specie per adattarsi a nuovi canali come il digitale, sia importante per veicolare un\u2019adeguata percezione di aggiornamento e adeguatezza del brand agli occhi del pubblico. <\/p>\n\n\n\n<p>Come esplicitato nella ricerca del 2013 <em>The effects of visual rejuvenation through brand logos<\/em> effettuata dai ricercatori Brigitte M\u00fcller, Bruno Kocher, Antoine Crettaz dell\u2019Universit\u00e0 di Losanna, <strong>il pubblico \u00e8 solito accettare anche cambiamenti radicali<\/strong> del logo a condizione, per\u00f2, che questi <strong>siano giustificati da cambiamenti radicali anche dell\u2019azienda<\/strong>: se ci\u00f2 avviene, avr\u00e0 un\u2019influenza positiva sull\u2019attitudine e la lealt\u00e0 dei consumatori rispetto alla marca che dimostra di essere al passo coi tempi.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Scegliere loghi flat \u00e8 una scelta efficace per i brand?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Proprio per favorire interazioni efficaci e funzionali tra brand e persone, molte aziende negli anni hanno <strong>rivisto la propria identit\u00e0 visiva favorendo loghi minimali e bidimensionali,<\/strong> in controtendenza rispetto ai trend della prima decade del Duemila, in cui la \u201cfinta tridimensionalit\u00e0\u201d sembrava prevalere nella visual identity.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3-1024x576.png\" alt=\"loghi\" class=\"wp-image-2611\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3-1024x576.png 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3-300x169.png 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3-768x432.png 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3-1140x641.png 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3-552x311.png 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-3.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Oggi, come riportato dalla ricerca di Ma\u00f1as-Viniegra, Santos-Silva Nova e Liberal-Ormaechea, la tendenza suggerisce invece ai brand di <strong>scegliere o ottimizzare i loghi affinch\u00e9 abbiano un design \u201cpiatto e vivido\u201d<\/strong>, semplice da replicare, flessibile, immediatamente leggibile e riconoscibile, con pochi colori, spesso primari. Ma seppur questa tendenza trovi senso e sia funzionale a livello razionale, fino ad oggi esistevano pochi studi a dimostrazione dell\u2019effettiva efficacia dei loghi flat rispetto all\u2019attenzione dei consumatori, specie se \u201cnativi digitali\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Obiettivo della ricerca iberica \u00e8 stato proprio <strong>determinare l&#8217;elaborazione cognitiva e il responso non conscio<\/strong> di giovani studenti universitari portoghesi e spagnoli <strong>rispetto a loghi tradizionali di noti marchi<\/strong> (quindi ancora espressi simulando la tridimensionalit\u00e0) e quelli attualmente in uso, essenziali, \u201cflat\u201d e bidimensionali. (cio\u00e8 noti loghi in parte tridimensionali e in parte flat? non si capisce).<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Lo studio neuromarketing: strumenti e target<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Lo studio ha utilizzato, per stabilire ci\u00f2, diversi <strong>tool di neuromarketing<\/strong> come eye-tracking, per misurare l\u2019attenzione visiva e lo sguardo dei partecipanti allo studio, e GSR, galvanic skin response, per misurare il grado di attivazione emotiva e fisiologica in risposta a uno stimolo. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"536\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1024x536.jpg\" alt=\"eeg neuromarketing\" class=\"wp-image-1076\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1024x536.jpg 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-300x157.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-768x402.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1140x597.jpg 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-552x289.jpg 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Grazie a questi strumenti, lo studio ha potuto:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Determinare la<strong> fissazione e l&#8217;attivazione emotiva<\/strong> verso gli stimoli;<\/li><li>Analizzare le <strong>aree di interesse<\/strong> raccogliendo pi\u00f9 alti livelli di fissazione oculare;&nbsp;<\/li><li>Individuare le <strong>possibili differenze <\/strong>che possono sorgere in base alla <strong>nazionalit\u00e0<\/strong> e al background culturale dei soggetti;<\/li><li>Verificare se vi sono discrepanze in base al <strong>genere dei partecipanti<\/strong>.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Lo studio ha coinvolto un target di <strong>30 studenti universitari<\/strong> portoghesi e spagnoli d\u2019et\u00e0 compresa tra i 18 e i 23 anni, user regolari di piattaforme digitali. La scelta di questo specifico target premia l\u2019affinit\u00e0 e la predisposizione di questo tipo di partecipanti nei confronti del digitale e dei suoi canali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Com\u2019\u00e8 stato svolto lo studio neuromarketing<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ad ogni soggetto \u00e8 stato presentata, in modo casuale, una<strong> serie di stimoli<\/strong> (loghi tridimensionali e loghi bidimensionali) intervallata ad altri input di intramezzo, non correlati alla ricerca. Non rendere esplicito l\u2019oggetto della ricerca, infatti, ha permesso di <strong>determinare e analizzare reazioni pi\u00f9 autentiche, impulsive<\/strong> e quindi non condizionate da un brief specifico.&nbsp;Lo studio si \u00e8 concentrato su una selezione di <strong>loghi di brand rilevanti per il target e particolarmente noti in Spagna e Portogallo, <\/strong>che da un logo tridimensionale erano passati di recente ad uno bidimensionale, e<strong> appartenenti a tre diversi settori<\/strong>: quello automobilistico (Volkswagen, Hyundai), quello delle telecomunicazioni (Movistar e MEO) e brand di fama mondiale, come Pepsi e Juventus.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ogni stimolo \u00e8 stato presentato per un massimo di<strong> cinque secondi<\/strong>, con una pausa tra uno stimolo e l\u2019altro di tre secondi. Il lasso di tempo concesso ha permesso ai soggetti di analizzare rapidamente e di focalizzarsi su aspetti salienti dell\u2019input presentato, tenendo conto che le generazioni native digitali hanno una capacit\u00e0 molto elevata di concentrare la propria attenzione su stimoli rapidi, cogliendo subito informazioni rilevanti. Le variabili in atto nello studio sono state la nazionalit\u00e0 dei partecipanti e il genere, poich\u00e9 tutti condividevano una simile et\u00e0 e profili socio-culturali simili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>I risultati dello studio<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I risultati dello studio hanno dimostrato come sia a livello di fissazione dello sguardo che di attivazione emotiva, <strong>i loghi flat sono pi\u00f9 efficaci di quelli tridimensionali <\/strong>per il target di riferimento, nato e cresciuto in un mondo iper-connesso e digitalizzato. Risultati pi\u00f9 incoraggianti sono stati ottenuti, nello specifico, da loghi flat che pur mantenendo una certa linea di continuit\u00e0 con i precedenti, <strong>attualizzano e rivedono profondamente il design, il font e i colori del logo<\/strong>: un logo bidimensionale troppo simile a quello tridimensionale, invece, non \u00e8 in grado di catturare in modo sufficientemente efficace lo sguardo delle persone, che fanno difficolt\u00e0 a distinguerlo e riconoscerlo come flat. Molto efficaci nel mantenere e guidare l\u2019attenzione dell\u2019osservatore, specie in occasione di logotipi, sono strisce, e sottolineature, che prediligono e facilitano un flusso di lettura e analisi dell\u2019input istintivo per le persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene notare come, per\u00f2, a registrare i risultati pi\u00f9 incoraggianti in termini di fissazione, sia per quanto riguarda i loghi bidimensionali che per quelli tridimensionali, sono stati i <strong>brand con una lunga tradizione di comunicazione<\/strong>, posizionamento e quindi notoriet\u00e0, conosciuti universalmente da tutto il target.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns\">\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:100%\">\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"1707\" height=\"2560\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-scaled.jpg\" alt=\"loghi\" class=\"wp-image-2614 size-full\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-scaled.jpg 1707w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-200x300.jpg 200w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-683x1024.jpg 683w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-768x1152.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-1140x1710.jpg 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/pexels-eva-elijas-7661627-552x828.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 1707px) 100vw, 1707px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-regular-font-size\">Questi marchi, come sottolineano i ricercatori nel paper dedicato allo studio, sono infatti quelli che hanno elicitato un\u2019attivazione emotiva non conscia nei partecipanti allo studio, oltre ad aver raccolto dichiarazioni razionali positive in questionari e interviste tradizionali seguite alla ricerca neurometrica. Non sorprende, quindi, che tra i loghi flat e quelli tridimensionali, i maggiori tassi di fissazione siano stati registrati dai loghi di Movistar nel settore delle telecomunicazioni (un brand molto noto in Spagna, al pari della nostra Tim), da Volkswagen nel settore automobilistico e da Pepsi in quello dei brand di fama mondiale.&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3><strong>I loghi flat catturano pi\u00f9 a lungo lo sguardo dei nativi digitali<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Si nota inoltre come i brand analizzati, in base al soggetto analizzato, hanno restituito risultati <strong>molto differenti a seconda della categoria di appartenenza<\/strong>: un dato che si spiega considerando l\u2019affinit\u00e0 di ognuno dei soggetti coinvolti nel test al settore di cui il brand fa parte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 nello specifico, i risultati della ricerca hanno dimostrato che:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Per la maggior parte, i loghi piatti ottengono dati di fissazione migliori rispetto alle loro versioni tridimensionali;<\/li><li>Ottimi dati di fissazione sono ottenuti per\u00f2 soprattutto da <strong>marche che dimostrano un migliore e costante posizionamento sul digitale<\/strong>, come Volkswagen.<\/li><li>Mantenere l\u2019identit\u00e0 visiva di base di un brand, nella transizione dalla tridimensionalit\u00e0 alla bidimensionalit\u00e0 del logo, \u00e8 vincente a patto che il restyling sia evidente e riconoscibile da parte degli utenti. Quando la differenza tra i loghi tridimensionali e flat non \u00e8 facilmente individuabile, i risultati di fissazione oculare si sono dimostrati irregolari.<\/li><li>I loghi che seguono un <strong>andamento orizzontale<\/strong>, anche accompagnati da strisce, linee e sottolineature, ottengono solitamente maggiori tassi di fissazione oculari, specialmente quando sono logotipi di testo.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La conclusione principale \u00e8, in sostanza, che<strong> i giovani consumatori<\/strong>, appartenenti a categorie sociali e generazioni totalmente digitalizzate, <strong>pongono pi\u00f9 attenzione ed emozione sui loghi flat,<\/strong> caratterizzati da linee semplici, pi\u00f9 integrati e coerenti con il modo di comunicare e i trend dei media digitali.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>La semplicit\u00e0: una lezione di storia che conquista le generazioni native digitali &#8211; La parola a Clara Bovetti, Senior Art Director di Ottosunove<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns\">\n<div class=\"wp-block-column\" style=\"flex-basis:100%\">\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img src=\"https:\/\/ottosunove.com\/wp-content\/2019\/07\/Clara-Direttore-Creativo.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-regular-font-size\">L\u2019evoluzione delle visual identity con le sue implicazioni sociologiche ed estetiche \u00e8 interessante anche dal punto di vista strettamente grafico e del design.<br>Abbiamo visto come il cambiamento delle generazioni e dei molteplici luoghi in cui la comunicazione viene fruita, abbiano portato a dover <strong>ripensare il modo di progettare l\u2019identit\u00e0 visiva<\/strong> di un brand affinch\u00e9 sia facilmente riconosciuto e ricordato, dovendo passare dalla carta stampata all\u2019affollatissimo monitor di un device.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Possono cambiare gli scenari, ma non deve cambiare l\u2019obiettivo di chi disegna un logo: <strong>ricerca di essenzialit\u00e0, equilibrio e memorabilit\u00e0,<\/strong> ma soprattutto ricerca di un\u2019idea che sia in grado di andare al passo con l&#8217;evolversi dei tempi e dei contesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non soltanto nell\u2019era digitale, <strong>linearit\u00e0 ed essenzialit\u00e0<\/strong> sono sicuramente una strada vincente per durare nel tempo; tuttavia, nel momento dello studio e della creazione di un logo, non va mai dimenticata la ricerca di quel <strong>dettaglio in pi\u00f9 che faccia la differenza<\/strong> e riesca a toccare le corde giuste, della mente e del cuore.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3><strong>\u201cJust enough is more\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cAl mantra <em>less is more<\/em>, posso proporre un\u2019alternativa che mi sembra pi\u00f9 appropriata: <em>just enough is more<\/em>\u201d sosteneva <strong>Milton Glaser<\/strong>, tra i maggiori grafici dell&#8217;et\u00e0 contemporanea noto per il celeberrimo logo \u201c<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/I_Love_New_York\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/I_Love_New_York\">I Love New York<\/a>\u201d. Ecco, quell\u2019<strong><em>appena di pi\u00f9<\/em><\/strong> \u00e8 proprio ci\u00f2 che pu\u00f2 cambiare le sorti dell\u2019efficacia di un buon logo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questa lezione hanno fatto tesoro i grandi marchi storici del XX secolo, che hanno saputo creare <strong>loghi e grafismi cos\u00ec equilibrati e memorabili, da essere entrati nel cuore di generazioni di persone.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4-1024x576.png\" alt=\"loghi\" class=\"wp-image-2617\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4-1024x576.png 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4-300x169.png 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4-768x432.png 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4-1140x641.png 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4-552x311.png 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2021\/12\/ciao-4.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Basta una rapida carrellata per accorgerci di quanto le visual identity pi\u00f9 essenziali nelle forme e nell\u2019idea siano entrate a far parte del nostro panorama mentale. Qualche esempio: pensiamo all\u2019imbattibile perfezione del <strong>rosso e blu della London Underground <\/strong>con il suo personalissimo font; al volo della vittoria di<strong> Nike<\/strong>; o al biblico eppure futuristico frutto dell\u2019ingegno di Apple; o alla rassicurante eleganza della lana di Woolmark; o l&#8217;accurata scritta, dalla cromia inconfondibile, di FedEx con il suo gioco ottico segreto: una freccia bianca che punta alla perfezione e al movimento tra le E e la X.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti questi casi, e sono davvero solo esempi presi dai grandi classici del design, <strong>l\u2019occhio viene accolto da una grande pulizia dei segni<\/strong>, da scelte essenziali, lineari, pure, assolute, capaci di rendere ogni segno incisivo, memorabile e portatore di un messaggio unico. A prova di \u201ceternit\u00e0\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Linearit\u00e0 ed essenzialit\u00e0: gli ingredienti per un luogo vincente nel tempo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Prediligere e scegliere segni e colori semplici ed essenziali, visual identity semplificate, bidimensionali ma forti, che siano <strong>\u201ccomplici\u201d di una lettura istantanea e rapida<\/strong>, \u00e8 semplicemente la scelta vincente da sempre: in queste scelte si rifugia l\u2019occhio di chi ama Coca Cola da 80 anni, cos\u00ec come l\u2019occhio di chi, cresciuto su schermi digitali e capace di selezionare e raccogliere informazioni rilevanti ad una velocit\u00e0 da nuovo millennio, rileva ci\u00f2 che ama e in cui si riconosce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br>I loghi e i marchi pi\u00f9 essenziali e puri hanno oggi, grazie alla propria semplicit\u00e0, essenzialit\u00e0, sobriet\u00e0, sincerit\u00e0, anche questa <strong>enorme carica antropologica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/research.unl.pt\/ws\/portalfiles\/portal\/26884970\/709_Article_Text_2618_1_10_20201117.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Visual-Digital Identity of Corporate Brands:A Study of Neuromarketing in Young People from Spain and Portugal <\/a><\/strong>&#8211; Luis Ma\u00f1as-Viniegra, Dora Santos-Silva Nova  Sheila Liberal-Ormaechea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Con l\u2019ascesa dei social network e della comunicazione digitale numerosi brand hanno rivisto, a partire dal logo, la propria corporate visual identity, andando a prediligere loghi \u201cflat\u201d e bidimensionali. Perch\u00e9 si \u00e8 sentita la necessit\u00e0 di apportare questi cambiamenti? 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