{"id":185,"date":"2017-01-11T09:26:34","date_gmt":"2017-01-11T09:26:34","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=185"},"modified":"2019-09-18T15:31:52","modified_gmt":"2019-09-18T15:31:52","slug":"la-neuroscienza-di-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2017\/01\/11\/la-neuroscienza-di-internet\/","title":{"rendered":"La neuroscienza di internet"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel corso della nostra quotidiana ricerca ci siamo imbattuti in alcune riflessioni di Steve Genco, autore di \u201cNeuromarketing for Dummies\u201d, che reputiamo particolarmente utili da tenere a mente quando si lavora con il web (e non solo). Come afferma il guru statunitense, \u201c<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">internet solleva alcune questioni interessanti su come&nbsp;<\/span><\/em><strong><em>ci permette di soddisfare alcuni dei nostri bisogni umani pi\u00f9 elementari&nbsp;<\/em><\/strong><em><span style=\"font-weight: 400;\">in modi che erano impossibili prima che arrivasse<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d. In particolare analizza in che modo il nostro cervello reagisce a tre attivit\u00e0 che rientrano ormai nella nostra routine di internauti.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-188\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/google.jpg\" alt=\"google\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/google.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/google-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/google-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>Quando cerchiamo informazioni<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A differenza del consumo passivo di informazioni che avviene nel mondo offline (giornali e tg, per citarne alcuni particolarmente in crisi di audience), su internet l\u2019acquisizione, la valutazione e il confronto di informazioni avviene invece grazie ad una ricerca attiva guidata da obiettivi specifici. I motori di ricerca come Google forniscono&nbsp;<\/span><strong>informazioni pressoch\u00e9 illimitate<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">, eppure il cambiamento radicale non riguarda soltanto la quantit\u00e0, ma il modo in cui gli utenti interagiscono con le informazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Facciamo un esempio legato ad una tematica di cui si sta discutendo parecchio nell\u2019ultimo periodo. Gli utenti pi\u00f9 inesperti e che si avvicinano le prime volte alla ricerca online, tendono a incorrere pi\u00f9 spesso nel rischio di sottovalutare l\u2019attendibilit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle fonti rispetto ai loro obiettivi. Quando invece si diventa pi\u00f9 esperti nella ricerca, si tende a valutare l\u2019attendibilit\u00e0 in modo automatico sulla base di indizi e spunti ormai stratificati nel nostro cervello. Qualcuno ha parlato di&nbsp;<\/span><strong>post-verit\u00e0<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo concetto tanto semplice quanto basilare ci pu\u00f2 tornare utile quando si tratta di progettare siti web, creare campagne di pubblicit\u00e0 online o definire una strategia di contenuti. Nonostante la presenza di obiettivi pi\u00f9 o meno espliciti nell\u2019attivit\u00e0 di ricerca delle informazioni, sono proprio i processi rapidi e non consci che acquistano un ruolo chiave, \u201c<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">rendendo questa un&#8217;area di ricerca gi\u00e0 pronta per un mix integrato di tecniche tradizionali e di neuromarketing<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, sostiene Genco.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-189\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/social_fb.jpg\" alt=\"social_fb\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/social_fb.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/social_fb-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/social_fb-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>Quando condividiamo sui social<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La&nbsp;<\/span><a href=\"https:\/\/www.ama.org\/publications\/MarketingNews\/Pages\/feeding-the-addiction.aspx\"><span style=\"font-weight: 400;\">ricerca neuroscientifica<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">&nbsp;ha rilevato che parlare di noi stessi su Facebook e ricevere like \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 gratificante per il nostro cervello. Nulla di sorprendente per chi, come il sottoscritto, \u00e8 avvezzo ad un uso quotidiano dei social media. Quello che \u00e8 interessante \u00e8 che&nbsp;<\/span><strong>attiva gli stessi circuiti di ricompensa del cibo o del sesso<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">, stimolando il rilascio di dopamina nel nostro organismo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa propensione alla condivisione insita nella nostra natura umana render\u00e0, tuttavia, sempre meno rilevanti le inserzioni online rispetto alle preferenze enunciate dai nostri contatti. Qualcuno addirittura parla di<\/span><strong>&nbsp;un futuro caratterizzato pi\u00f9 dal mimetismo che dalla decisione individuale<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">, e copiare le preferenze pi\u00f9 popolari render\u00e0 anche pi\u00f9 trascurabili le qualit\u00e0 e la reputazione di un brand. \u201c<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">Come minimo, questo \u00e8 un mondo in cui il potere della brand loyalty pu\u00f2 essere indebolita dal potere del conformismo<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, afferma l\u2019autore.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-190\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ecommerce.jpg\" alt=\"ecommerce\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ecommerce.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ecommerce-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ecommerce-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p><strong>Quando compriamo online<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Proviamo a cercare \u201csciarpa\u201d su Google e il motore di ricerca ci restituisce ben 5.630.000 risultati, offrendoci gi\u00e0 ai primi risultati la possibilit\u00e0 di acquistare online quello che cercavamo e permettendoci di&nbsp;<\/span><strong>confrontare e scegliere tra diverse offerte<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">&nbsp;sulla base di disponibilit\u00e0, prezzo, marca, tessuto, le dimensioni, caratteristiche e design. Non solo, ci offre anche la possibilit\u00e0 di valutare l\u2019acquisto di prodotti simili come foulard, scialli, fazzoletti da collo, stole e pashmine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Neuroscienziati e psicologi social concordano che questa sovrabbondanza di scelta pu\u00f2 avere diverse&nbsp;<\/span><strong>implicazioni per la nostra capacit\u00e0 umana<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">&nbsp;di prendere delle decisioni:<\/span><\/p>\n<p><strong>\u25cf Nessuna scelta:<\/strong>&nbsp;quando le scelte diventano troppe, i consumatori spesso scelgono di non scegliere;<br \/>\n\u25cf&nbsp;<strong>Dipendenza dall\u2019abitudine:&nbsp;<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">gli acquisti abituali costituiscono un modo per non scegliere, affidandosi a scelte che hanno gi\u00e0 funzionato in passato;<br \/>\n<\/span>\u25cf&nbsp;<strong>Dipendenza dagli altri:<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">&nbsp;quando le persone non riescono a districarsi nella complessit\u00e0 della scelta, diventano pi\u00f9 dipendenti dalle opinioni altrui;<br \/>\n\u25cf&nbsp;<strong>Meno autocontrollo:&nbsp;<\/strong>le scelte complesse richiedono un processo mentale faticoso che a volte pu\u00f2 far perdere la forza di volont\u00e0 e aumentare l\u2019impulsivit\u00e0;<br \/>\n<\/span><strong>\u25cf Dipendenza dalle euristiche:<\/strong>&nbsp;quando diminuisce la forza di volont\u00e0 si \u00e8 anche pi\u00f9 dipendenti dalle intuizioni, ignorando le capacit\u00e0 decisionali del nostro sistema razionale, quello che il premio Nobel Daniel Kahneman definisce come \u201csystem 2\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per concludere, la quantit\u00e0 illimitata di informazioni reperibili online mette a dura prova le nostre capacit\u00e0 decisionali. Quando la scelta diventa eccessiva, il nostro cervello tende ad evitarla del tutto o a rispondere in maniera pi\u00f9 istintiva, irrazionale e a volte meno efficace. Come suggerisce Steve Genco, il nostro compito come professionisti del web e quello di cogliere \u201c<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">l&#8217;opportunit\u00e0 di sviluppare strumenti di supporto decisionale in grado di semplificare le scelte complesse e&nbsp;<\/span><\/em><strong><em>restituire il controllo della scelta ai consumatori<\/em><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fonte:&nbsp;<\/span><a href=\"http:\/\/intuitiveconsumer.com\/blog\/brain-science-the-internet-and-almost-limitless-gratification\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">Intuitive Consumer Blog<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Cosa accade al nostro cervello quando andiamo online? Vediamolo insieme<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":187,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[4,62,63],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-2-2.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=185"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":892,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions\/892"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}