{"id":179,"date":"2017-02-07T08:43:12","date_gmt":"2017-02-07T08:43:12","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=179"},"modified":"2019-09-20T10:34:07","modified_gmt":"2019-09-20T10:34:07","slug":"sento-dunque-compro-viaggio-mercato-emozioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2017\/02\/07\/sento-dunque-compro-viaggio-mercato-emozioni\/","title":{"rendered":"Sento, dunque compro. Breve viaggio nel mercato delle emozioni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0 nel XVII secolo Baruch Spinoza anticipava una delle pi\u00f9 importanti scoperte delle neuroscienze: il ruolo delle emozioni nel garantire la nostra sopravvivenza e nel sostenere il nostro pensiero. Dissentendo dalla duplice teoria cartesiana del corpo-macchina e della mente come realt\u00e0 immateriale\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u2014<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0ed esclusivamente pensante\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u2014<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">il filosofo olandese sosteneva invece che\u00a0<\/span><strong>le emozioni non sono \u201cnemiche della ragione\u201d<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">, ma possiedono il ruolo di complice indispensabile.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_180\" style=\"width: 690px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-180\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-180\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/spinoza.jpg\" alt=\"spinoza\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/spinoza.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/spinoza-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/spinoza-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><p id=\"caption-attachment-180\" class=\"wp-caption-text\">Una statua di Spinoza<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando nel 1994 il neuroscienziato portoghese Antonio Damasio present\u00f2 le sue scoperte in \u201c<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019errore di Cartesio<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, best-seller internazionale tradotto in 24 lingue, il libro fu stato accolto come una svolta. La scienza stava dalla parte di Spinoza, il quale aveva correttamente intuito il ruolo e il meccanismo di base delle emozioni. Le\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1877042814024409\"><span style=\"font-weight: 400;\">neuroscienze<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0hanno infatti confermato che\u00a0<\/span><strong>non \u00e8 la razionalit\u00e0 il driver principale del comportamento umano.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo le evidenze attuali, il cervello si \u00e8 evoluto attraverso un processo di stratificazioni\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u2014\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">teoria che ha un analogo con l\u2019architettura sussuntiva dell\u2019intelligenza artificiale\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u2014<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0e al suo nucleo primitivo, il cosiddetto cervello proto-rettiliano deputato alla sopravvivenza, si \u00e8 successivamente aggiunto il sistema limbico, che elabora le emozioni ed\u00a0<\/span><strong>esprime la nostra capacit\u00e0 di adattamento all\u2019ecosistema<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0attraverso l\u2019integrazione delle percezioni sensoriali. Insieme costituiscono quello che Daniel Kahneman, premio Nobel per l\u2019economia nel 2005, definisce\u00a0<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">System 1,\u00a0<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\">un sistema automatico ed estremamente veloce. Solo dopo si \u00e8 sviluppata la neo corteccia, responsabile del nostro pensiero razionale, definita\u00a0<\/span><em><span style=\"font-weight: 400;\">System 2<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_181\" style=\"width: 690px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-181\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-181\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/damasio.jpg\" alt=\"Antonio Damasio\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/damasio.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/damasio-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/damasio-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><p id=\"caption-attachment-181\" class=\"wp-caption-text\">Antonio Damasio<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Comprendere questa struttura, e ancor di pi\u00f9 i suoi meccanismi, \u00e8 fondamentale per\u00a0<\/span><strong>coinvolgere i consumatori e potenziare i valori dei brand<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">. Del resto sono diverse le case history di business che hanno provato l\u2019efficacia delle emozioni nel miglioramento delle metriche di branding e fedelt\u00e0 alla marca, con conseguenti aumenti nelle vendite.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il marketing emozionale fonda le sue basi su queste evidenze scientifiche e secondo l\u2019esperto statunitense\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/602communications.com\/meet-graeme-newell\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">Graeme Newell<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, mira a &#8220;<\/span><strong>connettere emozionalmente i brand con i consumatori, costruendo l\u2019ego delle persone&#8221;.<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0I messaggi veicolati dalla comunicazione per essere efficaci devono farci sentire migliori con noi stessi: alcune volte pi\u00f9 intelligenti, altre pi\u00f9 audaci, altre pi\u00f9 ribelli e cos\u00ec via con qualsiasi altra emozione che rafforzi la nostra autostima. Il brand non \u00e8 un prodotto materiale, ma il valore che gli attribuiamo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le persone mettono in mostra i brand ai quali si sentono legati, attaccano sticker con la mela morsicata di Apple sull\u2019auto, indossano indumenti con loghi scintillanti, ne osannano i valori sui social, e qualcuno se li tatua anche. Se offri una Pepsi, qualcuno potrebbe risponderti che beve solo Coca Cola.\u00a0<\/span><strong>\u00c8 un affare serio<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">. Le emozioni veicolate dai brand agiscono ad un livello non conscio, suscitano un\u2019identificazione personale e costruiscono le nostre ambizioni di diventare delle persone migliori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La sfida del marketing tuttavia non sta nel creare delle emozioni nel consumatore, ma nel\u00a0<\/span><strong>sapere se si sta creando o meno la giusta emozione in grado di guidare il risultato desiderato<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">. I metodi di ricerca tradizionale finora ci hanno fornito risposte mediate e falsate dalla ragione dei partecipanti, una sorta di rivendicazione di un comportamento che in realt\u00e0 trova le sue motivazioni in meccanismi automatici e non consci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Grazie a strumenti di ricerca come l\u2019elettroencefalogramma (EEG), la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e le tecnologie di bio-feedback (misurazione del battito cardiaco e della conduttanza cutanea) \u00e8 invece possibile misurare il nostro grado di attenzione rispetto ad uno stimolo, il livello di coinvolgimento emozionale ed individuare le specifiche aree cerebrali attivate.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_182\" style=\"width: 690px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-182\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-182\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/graeme_newell.jpg\" alt=\"Graeme Newell\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/graeme_newell.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/graeme_newell-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/graeme_newell-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><p id=\"caption-attachment-182\" class=\"wp-caption-text\">Graeme Newell<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Saper produrre le giuste emozioni e allo stesso tempo saperle legare al proprio brand non \u00e8 certo un lavoro semplice. Del resto nemmeno il nostro cervello lo \u00e8, e molto ci aspetta nei prossimi anni con gli sviluppi della ricerca neuroscientifica. Se per\u00f2 volete continuare questo viaggio sull\u2019emotional marketing\u00a0<\/span><strong>non potete perdere l\u2019occasione di conoscere di persona Graeme Newel<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">l, un\u00a0vero esperto della materia. La vostra chance \u00e8\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.certamente.biz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CERTAMENTE<\/a><\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, il convegno italiano di neuromarketing che si terr\u00e0 il 10-11 maggio a Milano. Buona continuazione!<\/span><\/p>\n<p>Visita il sito di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.certamente.biz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CERTAMENTE<\/a><\/p>\n<p>Fonti e approfondimenti:<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"http:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S1877042814024409\">ScienceDirect<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/602communications.com\/meet-graeme-newell\/\">Graeme Newell<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC3999437\/\">NCBI<\/a><\/span><\/p>\n<p>Scopri la nostra business unit dedicata alle attivit\u00e0 in store: <a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/action\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Action.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Del perch\u00e9 \u00e8 importante che il marketing non colpisca soltanto la ragione ma soprattutto le emozioni e il non conscio<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[60,59,61,14],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2017\/02\/Untitled-design-1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=179"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":925,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179\/revisions\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/186"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}