{"id":144,"date":"2017-09-19T07:10:49","date_gmt":"2017-09-19T07:10:49","guid":{"rendered":"http:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=144"},"modified":"2019-09-18T15:29:56","modified_gmt":"2019-09-18T15:29:56","slug":"no-dopamina-no-like-conoscere-la-molecola-del-benessere-per-creare-engagement-sui-social-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2017\/09\/19\/no-dopamina-no-like-conoscere-la-molecola-del-benessere-per-creare-engagement-sui-social-media\/","title":{"rendered":"No dopamina, no like. Conoscere la \u201cmolecola del benessere\u201d per creare engagement sui social media"},"content":{"rendered":"<p style=\"line-height: 1.38; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;\">P<span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: #000000; background-color: transparent; font-weight: 400; font-style: normal; font-variant: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;\">erc<\/span>h\u00e9 passiamo cos\u00ec tanto tempo sui social? E perch\u00e9 non riusciamo a fare a meno di mettere like e di riempire le nostre bacheche di post, spesso poco interessanti? Cosa devono sapere i brand prima di utilizzare i social? Nel lungo e animato dibattito sul fenomeno dei social media le ragioni argomentate sono gi\u00e0 molteplici, ma alcuni studi neuroscientifici ci hanno fornito qualche elemento aggiuntivo da tenere in considerazione.<\/p>\n<p>Dal punto di vista neurologico, il principale elemento da analizzare non \u00e8 tanto il contenuto (fondamentale, ma che viene in un secondo momento), quanto il processo di condivisione in s\u00e9. Come riporta il ricercatore, docente, intellettuale e imprenditore <a href=\"https:\/\/www.warc.com\/SubscriberContent\/Article\/dopamine_and_the_science_of_social_media_sharing\/108600\">Peter Steidl su Warc<\/a>, diversi studi hanno infatti osservato come i social attivino nel cervello i meccanismi di ricompensa associati alla produzione di dopamina, un neurotrasmettitore che produce una piacevole sensazione di benessere e che \u00e8 quindi coinvolto anche nei fenomeni di dipendenza.<\/p>\n<p>Per aiutarci a comprendere in che modo funziona questo meccanismo, ci viene incontro il prof. Mauricio Delgado, docente di psicologia presso la Rutgers University nel New Jersey, che afferma: &#8220;Le stesse aree cerebrali [che si attivano per il cibo e l\u2019acqua] si attivano anche per gli stimoli sociali. Questo pu\u00f2 avvenire quando si riceve un sorriso, quando qualcuno ti dice che stai facendo un ottimo lavoro, o sei affidabile, o sei una bella persona, o anche solo quando collabori con qualcuno. Tutti questi \u2018rinforzi\u2019 sociali sono astratti ma mostrano un&#8217;attivit\u00e0 simile nei centri di ricompensa del cervello. Ci\u00f2 suggerisce che, probabilmente, quando si riceve un feedback positivo sui social media &#8211; like, condivisioni, retweet &#8211; si tratta di un \u2018rinforzo\u2019 positivo nell\u2019utilizzo dei social media che ti permette di: a) ottenere gli effetti positivi di questo; b) di ritornare alla ricerca di un ulteriore rinforzo sociale&#8221;.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto. In realt\u00e0 basta anche una previsione della ricompensa, come una notifica sul cellulare,&nbsp;per creare un\u2019aspettativa e provocare un primo rilascio di dopamina. Questo stimolo pu\u00f2 spingerci a controllare subito il risultato, e se si tratta di un like o un commento si ottiene il secondo rilascio della molecola nel nostro organismo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-145 aligncenter\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-social-addiction.jpg\" alt=\"cellulare social addiction\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-social-addiction.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-social-addiction-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/ottosublog-social-addiction-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">Come afferma Delgado, \u201cpoich\u00e9 la dopamina \u00e8 legata all&#8217;anticipazione ancor pi\u00f9 che alla ricompensa, quando l&#8217;anticipazione delude le aspettative, il cervello impara ad astenersi dal coinvolgimento di quel contenuto. [&#8230;] Se le vostre aspettative non vengono soddisfatte e il risultato \u00e8 peggiore del previsto, ci\u00f2 influenzer\u00e0 la prossima volta che si incontrer\u00e0 tale condizione. Si chiama apprendimento per rinforzo&#8221;. In altre parole, se ad esempio aprite una notifica di una pagina e trovate un contenuto impersonale o troppo promozionale, dalla volta successiva tenderete ad ignorare i suoi contenuti.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Comprendere come funzionano questi meccanismi pu\u00f2 permettere ai brand di produrre contenuti pi\u00f9 efficaci e di coinvolgere di pi\u00f9 il pubblico. In che modo? Ovviamente si tratta di generalizzazioni (ogni brand ha posizionamento, budget e capacit\u00e0 creative differenti), ma le due osservazioni che riportiamo di seguito possono fornirvi degli spunti utili per quando si redige un piano editoriale per i social.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-146 aligncenter\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/pexels-photo-546162.jpg\" alt=\"persone foto\" width=\"680\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/pexels-photo-546162.jpg 680w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/pexels-photo-546162-300x95.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/pexels-photo-546162-552x175.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/p>\n<ol>\n<li>Conosci gli utenti online<br \/>\nI nativi digitali, ma in generale tutti gli utenti digitali pi\u00f9 assidui, sono abituati a frequenti rilasci di dopamina, si annoiano pi\u00f9 facilmente e sono sempre alla ricerca di contenuti emozionalmente coinvolgenti. Sono pi\u00f9 ricettivi ai giochi e alle sfide e, a causa della sempre maggiore tendenza al multiscreen \u2014 il passaggio di attenzione da uno schermo all\u2019altro \u2014 \u00e8 pi\u00f9 difficile mantenere alto il loro coinvolgimento.<\/li>\n<li>La ricerca del successo sociale<br \/>\nUna delle principali motivazioni non consce che stimolano le condivisioni sui social \u00e8 la ricerca di appoggio e apprezzamento. I brand non devono soddisfare soltanto le aspettative del pubblico, ma devono offrire anche contenuti gratificanti ed esperienze che diano la possibilit\u00e0 agli utenti di mostrare ai propri contatti che fanno una vita meravigliosa e che le loro idee sono interessanti. Questo permette di ottenere like, quindi apprezzamento e rilascio di dopamina.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per concludere, chi si occupa di marketing non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di ignorare le evidenze neuroscientifiche sui meccanismi cerebrali. Questo non vuol dire che per comunicare con successo bisogna diventare dei neuroscienziati, ma che bisogna conoscere come funzionano le emozioni umane e come calibrare i messaggi intorno ad esse.<\/p>\n<p>Fonti ed approfondimenti:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.warc.com\/SubscriberContent\/Article\/Dopamine_and_the_science_of_social_media_sharing\/108600\">Warc &#8211; Dopamine and the science of social media sharing<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.warc.com\/SubscriberContent\/Article\/Understanding_the_digital_natives_brain_How_marketers_can_respond\/108599\">Warc &#8211; Understanding the digital natives brain<br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.warc.com\/SubscriberContent\/Article\/Doppelgangers,_storytelling_and_social_success_what_brands_can_learn_from_the_brain\/96458\">Warc &#8211; Doppelgangers, storytelling and social success<br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.ama.org\/publications\/MarketingNews\/Pages\/feeding-the-addiction.aspx\">AMA &#8211; Feeding the addiction<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">A farci scorrere per ore i feed dei social media non sono tanto i contenuti, ma il processo di condivisione che attiverebbe un meccanismo di ricompensa che creano benessere grazie al rilascio di dopamina<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":147,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[14,52],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2018\/10\/Untitled-design-9.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=144"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":887,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144\/revisions\/887"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/147"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}