{"id":1278,"date":"2020-09-01T15:01:55","date_gmt":"2020-09-01T15:01:55","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=1278"},"modified":"2020-09-01T15:02:59","modified_gmt":"2020-09-01T15:02:59","slug":"packaging-prima-impressione-acquisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/09\/01\/packaging-prima-impressione-acquisti\/","title":{"rendered":"La prima impressione conta, anche per i brand: il ruolo del packaging nell\u2019esperienza di acquisto, soprattutto online"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo aver incontrato una persona per la prima volta o aver sostenuto un colloquio di lavoro, a chi non capita di domandarsi quale sia stata l\u2019<strong>impressione<\/strong> che il nostro interlocutore si \u00e8 fatto di noi? <\/p>\n\n\n\n<p>Assicurarsi un primo impatto positivo \u00e8 un fattore importante che pu\u00f2 determinare il successo e la popolarit\u00e0 di ognuno di noi: questo \u00e8 vero anche per i brand, in particolar modo quelli specializzati nelle vendite online. Secondo quanto affermato da Eva Van Kassel, Consumer Psychologist, sul portale online New Neuromarketing, lasciare una buona prima impressione sui nuovi clienti, permette ai brand <strong>non solo di aumentare le vendite<\/strong> e di far decrescere rimborsi e restituzioni, ma giova senz\u2019altro anche alla brand reputation e a creare una positiva <strong>brand experience<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Il momento perfetto: la prima interazione fisica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma qual \u00e8 il momento corretto in cui un brand pu\u00f2 lasciare il segno e sorprendere il consumatore? Durante la prima interazione fisica con le persone in occasione di un acquisto, specie se online e in particolare nel momento della consegna, attraverso il <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"packaging (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2016\/07\/27\/progetta-packaging-successo\/\" target=\"_blank\">packaging<\/a><\/strong>. Van Kassel sottolinea l\u2019importanza del packaging nell\u2019esperienza che le persone hanno di un brand. Il pacco di consegna o la confezione in cui \u00e8 protetto un prodotto \u00e8 infatti il <strong>primo contatto fisico<\/strong> che il cliente ha con la marca: in quel preciso momento il packaging deve stimolare positivamente <strong>quattro diverse aree della brand experience<\/strong>, ossia quella cognitiva, affettiva, comportamentale e sensoriale. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosa significa? Van Kassel spiega che un\npackaging di successo dovrebbe esser ideato e prodotto affinch\u00e9 sia esteticamente\npiacevole e attraente, tanto che risulter\u00e0 difficile privarsene e gettarlo\n(aspetto comportamentale). Il suo successo dipender\u00e0 anche dall\u2019esperienza\nsensoriale che il brand sar\u00e0 in grado di veicolare durante \u201cl\u2019unboxing\u201d:\nfragranze, colori, forme e sensazioni tattili risultano importanti per\nstimolare sensorialmente il consumatore (aspetto affettivo e sensoriale).\nUltimo aspetto, ma non meno importante, quello cognitivo: \u00e8 essenziale che le\ninformazioni relative al brand e al prodotto siano disposte e presentate sul\npackaging in maniera chiara, accattivante e con un linguaggio piacevole,\ncoerente con l\u2019immagine di brand.<\/p>\n\n\n\n<p>Van Kassel cita come esempio di successo i packaging del retailer online <strong>Zappos<\/strong>: con la campagna #Imnotabox, l\u2019azienda invitava i clienti a guardare con occhi diversi le confezioni in cui avevano ricevuto il prodotto, spingendoli ad utilizzarle come tela bianca su cui dipingere e a condividere online il proprio sforzo creativo, trasformando cos\u00ec un semplice imballaggio in un oggetto di valore e che crea gioia, associando al brand emozioni positive.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Il packaging come biglietto da visita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 innegabile, sottolinea Van Kassel, che creare un packaging di successo sia faticoso, difficile e costoso, ma \u00e8 anche vero che curare questo aspetto della customer experience consenta al brand <strong>un ritorno in termini di brand awareness <\/strong>su diversi fronti. Inoltre l\u2019inclusione di piccoli regali nella confezione, di un messaggio di ringraziamento per l\u2019acquisto da parte del brand sono iniziative che stimolano l\u2019<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"effetto di reciprocit\u00e0 (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/12\/16\/natale-neuroscienze-nonconscio-addobbi-regali-neuromarketing\/\" target=\"_blank\">effetto di reciprocit\u00e0<\/a><\/strong>, per cui il consumatore si sente quasi in obbligo di ricambiare e provare gratitudine per il dono ricevuto, instaurando cos\u00ec un <strong>rapporto positivo<\/strong> con il brand che lo ha omaggiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il packaging ha anche un peso sulla <strong>percezione del prezzo da pagare<\/strong> per acquistare un prodotto: una confezione accattivante \u00e8 infatti in grado di motivare nel consumatore il costo di un prodotto, anche elevato, e di aumentare la predisposizione a spendere una certa somma di denaro per averlo. A livello non conscio, spiega Van Kassel, un packaging di qualit\u00e0 veicola l\u2019idea che anche il prodotto che contiene lo sia e che quindi valga la spesa. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma il design del packaging \u00e8 anche utile per rinforzare e costruire la <strong>brand equity<\/strong>: i diversi aspetti che contraddistinguono il brand a livello estetico e strutturale (l\u2019esterno delle confezioni, le informazioni o gli omaggi inseriti all\u2019interno) possono essere studiati e prodotti per veicolare valori, messaggi e mission di un brand. Non a caso molti brand attenti alla sostenibilit\u00e0 scelgono accuratamente <strong>packaging eco-friendly<\/strong>, spesso riciclati e riciclabili per sottolineare il proprio impegno nel ridurre gli sprechi e creare un commercio virtuoso. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\"><strong>Il packaging, prima ancora del prodotto, per fare breccia nel cuore del consumatore, ancora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Risulta quindi importante, specie in un contesto in cui i consumatori si rivolgeranno sempre pi\u00f9 volentieri ad acquisti online oltre che in store, porre estrema attenzione al tipo di impatto che il packaging avr\u00e0 sull\u2019esperienza di acquisto, specie se questa sar\u00e0 la prima interazione tra cliente e brand. Creare confezioni in grado di stimolare sensorialmente e cognitivamente le persone, rendendo il <strong>packaging portavoce dei valori di brand<\/strong>, permette di sfruttare appieno le potenzialit\u00e0 di una buona prima impressione e incentivare il formarsi di associazioni mentali positive nei confronti del brand. <\/p>\n\n\n\n<p>Fonti:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.newneuromarketing.com\/want-to-make-a-great-first-impression-start-at-your-customer-s-front-door\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"New Neuromarketing (si apre in una nuova scheda)\">New Neuromarketing<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Specie quando compriamo online, la prima vera interazione fisica che abbiamo con il nostro acquisto avviene attraverso un packaging: crearne di esteticamente e sensorialmente piacevoli, aiuta i brand a fare una buona e determinante prima impressione sui nuovi consumatori.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1280,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[1],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2020\/09\/Untitled-design-1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1278"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1282,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1278\/revisions\/1282"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}