{"id":1271,"date":"2020-07-29T08:07:03","date_gmt":"2020-07-29T08:07:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=1271"},"modified":"2020-07-29T08:45:23","modified_gmt":"2020-07-29T08:45:23","slug":"monete-peso-denaro-attitudine-spesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/07\/29\/monete-peso-denaro-attitudine-spesa\/","title":{"rendered":"Il &#8220;peso&#8221; del denaro. Perch\u00e9 spendiamo pi\u00f9 volentieri le monete rispetto ai contanti?"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 possibile che la nostra predisposizione a spendere sia influenzata dal formato di denaro che abbiamo a disposizione? Sembrerebbe proprio di s\u00ec, come spiega uno studio svolto dai ricercatori <strong>Jay Zenki\u0107, Kobe Millet e Nicole Mead del Think Forward Initiative Research Hub<\/strong>, centro di ricerca comportamentale di Amsterdam specializzato nello studio delle scelte finanziarie delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca ha dimostrato come le monete, rispetto alle banconote, spingerebbero le persone a <strong>spendere, donare e anche scommettere con molta pi\u00f9 facilit\u00e0. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La resistenza del contante<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale \u00e8 la premessa che <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"sebbene i pagamenti digitali, complice anche la pandemia da COVID-19 (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/04\/24\/abitudini-acquisti-pandemia-restare-studio-internazionale\/\" target=\"_blank\">sebbene <strong>i pagamenti digitali<\/strong>, complice anche la pandemia da COVID-19<\/a>, <strong>siano in forte ascesa<\/strong> e l\u2019uso del contante in fase calante, \u00e8 necessario considerare che a livello globale l\u2019uso di <strong>banconote e monete<\/strong> rappresenta una <strong>forma fondamentale di pagamento<\/strong>. In Europa, secondo quanto emerge dalla ricerca il <strong>79% dei pagamenti quotidiani<\/strong> nel punto vendita avviene ancora per mezzo di contante, una scelta condivisa anche dai consumatori nord-americani. Ci sono poi particolari categorie sociali che dipendono fortemente dal contante, come quelle meno abbienti o le fasce di popolazione pi\u00f9 anziane, per cui il digital payment non rappresenta un\u2019opzione percorribile. Come sottolineato dal TFI, risulta ancora essenziale osservare il ruolo del denaro \u201cfisico\u201d nelle decisioni d\u2019acquisto delle persone, per poter ideare soluzioni per incentivare un uso pi\u00f9 virtuoso del denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019economia classica, prendendo in esame l\u2019attitudine di spesa delle persone, raramente si \u00e8 soffermata ad analizzare la tipologia di denaro di cui le persone dispongono: secondo i suoi principi i soldi, come tali, sarebbero spesi allo stesso modo a prescindere dal formato. Le scienze comportamentali per\u00f2 ci spiegano che non \u00e8 proprio cos\u00ec: <strong>il nostro rapporto con contante o monete \u00e8, infatti, molto diverso. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il \u201cpeso\u201d delle monete<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il contante, rispetto ad altre forme di denaro, \u00e8 quello definito dai ricercatori pi\u00f9 \u201c<strong>painful<\/strong>\u201d da spendere: rappresenta concretamente, a livello tattile, il valore stesso del denaro. Pagare con banconote impone <strong>un atto fisico<\/strong>, quello di estrarre i soldi dal proprio portafogli, di contarli e porgerli alla cassa, separandosene definitivamente: un processo che emotivamente ha maggior peso rispetto al pagamento con carta di credito.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe dire che lo stesso discorso vale anche per le monete, ma cos\u00ec non \u00e8. <strong>La loro fisicit\u00e0<\/strong> \u00e8, al contrario, percepita dalle persone come un <strong>vero e proprio fardello<\/strong>. Non a caso le banconote furono create per praticit\u00e0 e proprio in sostituzione delle monete, troppo pesanti per i mercanti che dovevano compiere lunghi viaggi. Sono infatti maneggevoli, leggere, facilmente trasportabili e poco ingombranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Motivo che convinto i ricercatori del TFI Research Hub a formulare un\u2019ipotesi: se portarsi dietro molte monete risulta fastidioso, \u00e8 possibile che le persone siano molto pi\u00f9 propense <strong>a liberarsi di una stessa quantit\u00e0 di denaro<\/strong> se questa \u00e8 espressa in monete? Il centro di ricerca ha quindi indetto uno studio, focalizzandosi sull\u2019<strong>India<\/strong> come set dell\u2019esperimento per dimostrare questa tesi. Una scelta non casuale: oltre ad essere uno dei Paesi a livello mondiale che pi\u00f9 dipende dall\u2019uso di contante, la sua moneta locale, la <strong>rupia<\/strong>, \u00e8 una valuta con un\u2019ampia sovrapposizione tra contanti e monete dello stesso identico valore. <\/p>\n\n\n\n<p>Fornendo ai partecipanti della ricerca <strong>10 rupie in banconote o in monete<\/strong> \u2014 persone tendenzialmente poco abbienti, per cui la somma fornita rappresenta il 25% del reddito giornaliero \u2014 \u00e8 stato possibile osservare l\u2019impatto della forma fisica di denaro sull\u2019inclinazione alla spesa delle persone. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo studio, in breve<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a un piccolo negozio, i ricercatori hanno intercettato alcuni possibili consumatori offrendo loro <strong>100 rupie per partecipare a un breve questionario<\/strong>. Le persone sono state quindi premiate con la somma promessa, espressa sia in banconote sia in monete da 10 rupie: la spartizione dei due formati di denaro \u00e8 avvenuta casualmente, cosicch\u00e9 vi fossero alcuni partecipanti gravati da pi\u00f9 monete rispetto ad altri. <\/p>\n\n\n\n<p>I consumatori coinvolti nello studio, come emerso dall\u2019incasso del negozio, spesero <strong>molto pi\u00f9 velocemente e pi\u00f9 volentieri le proprie monete <\/strong>rispetto alle banconote: questo ha portato inoltre i partecipanti premiati con pi\u00f9 monete a spendere somme relativamente maggiori rispetto a chi disponeva di pi\u00f9 contante (con un rapporto di <strong>153 rupie a 112<\/strong>). <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\naver dimostrato in questo primo esperimento che le persone tendono a liberarsi\ncon pi\u00f9 facilit\u00e0 dalle monete, i ricercatori hanno voluto capire se una simile\npredisposizione fosse diffusa anche nel resto del mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati effettuati alcuni follow-up anche online con partecipanti da America ed Europa, a cui \u00e8 stato domandato quanto fossero disposti a donare a un mendicante se in possesso di una cifra corrispondente a circa 10 euro, in banconota o in monete. A livello qualitativo le persone hanno manifestato <strong>fastidio e irritazione all\u2019idea di disporre di una cifra di sole monete<\/strong>, cos\u00ec come una maggiore disponibilit\u00e0 a donarle (<strong>+26%<\/strong>) rispetto a chi aveva ricevuto una banconota da 10 euro. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il digitale come incentivo a spendere meno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori di TFI hanno quindi deciso di vagliare alcune possibili soluzioni, cos\u00ec da incentivare le persone a spendere con maggiore consapevolezza. Sebbene il denaro digitale <strong>non rappresenti in s\u00e9 un incentivo al risparmio<\/strong>, TFI ha ipotizzato che dare l\u2019opportunit\u00e0 alle persone di ricevere piccole somme di denaro digitalmente, depositandole ad esempio sul proprio conto personale, possa spingerle a spendere meno. Il denaro <strong>non \u00e8 immediatamente a disposizione<\/strong> e non ci si sente gravati da un fardello di cui ci si vuole liberare. <\/p>\n\n\n\n<p>Si pensi ad esempio al resto che riceviamo per gli acquisti in store: potrebbe essere efficace fornirlo in modo<strong> smart<\/strong>, magari incentivando al contempo pagamenti digitali con app che, almeno nelle grandi citt\u00e0, hanno gi\u00e0 preso piede anche in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una soluzione pi\u00f9 drastica, gi\u00e0 percorsa da alcune nazioni, potrebbe essere invece quella di <strong>disincentivare l\u2019uso e la circolazione delle monete<\/strong>: la Corea del Sud ha gi\u00e0 imboccato questa strada, eliminandole gradualmente da qualche anno a questa parte. E infine, nei Paesi in cui le soluzioni digitali non possono ancora rappresentare una valida alternativa al denaro contante, <strong>un\u2019educazione ad un uso virtuoso di piccole somme di denaro<\/strong> pu\u00f2 comunque essere efficace nel promuovere il risparmio. Sapere siamo maggiormente portati a spendere impulsivamente denaro se espresso in monete pu\u00f2 aiutarci a gestire meglio quello che abbiamo a disposizione. <\/p>\n\n\n\n<p>Fonte:<\/p>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Behavioural Economics (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.behavioraleconomics.com\/flipside-of-the-coin-the-effect-of-cash-on-spending\/\" target=\"_blank\"><strong>Behavioural Economics<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Il denaro &#8220;fisico&#8221; rappresenta concretamente il valore del denaro, ma i suoi due diversi formati, monete e banconote, possono influenzare in modo molto diverso la nostra attitudine alla spesa. E se i pagamenti smart fossero la soluzione per uso pi\u00f9 virtuoso del proprio denaro?<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1273,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[1],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2020\/07\/Untitled-design.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1271"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1271"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1271\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1276,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1271\/revisions\/1276"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}