{"id":1212,"date":"2020-05-06T10:55:54","date_gmt":"2020-05-06T10:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=1212"},"modified":"2020-05-06T11:06:07","modified_gmt":"2020-05-06T11:06:07","slug":"relazione-covid-alone-together-brand-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/05\/06\/relazione-covid-alone-together-brand-sfida\/","title":{"rendered":"Alone, together: oggi la vera sfida per i brand \u00e8 salvaguardare la relazione con le persone"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Benjamin Franklin<\/strong> sosteneva: \u201c\u00c8 facile vedere; \u00e8 difficile prevedere\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Una massima ancor pi\u00f9 valida nel contesto attuale, in cui <strong><a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/04\/07\/prevedere-futuro-bias-cognitivi-confirmation-planning-fallacy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"fare previsioni sugli scenari futuri (si apre in una nuova scheda)\">fare previsioni sugli scenari futuri<\/a><\/strong> \u00e8 un esercizio complicato per via della novit\u00e0 della pandemia che, per la stragrande maggioranza dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 come un fenomeno nuovo, di cui non avevamo esperienza diretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 innegabile che le limitazioni imposte dal contesto odierno <strong><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"stiano modificando i nostri comportamenti (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/04\/24\/abitudini-acquisti-pandemia-restare-studio-internazionale\/\" target=\"_blank\">stiano modificando i nostri comportamenti<\/a><\/strong>, anche quelli che abbiamo nei confronti di brand e prodotti. La nostra relazione con essi diventa <strong>meno fisica e pi\u00f9 digitale<\/strong> e le esperienze d\u2019acquisto, nel prossimo futuro, potrebbero presto non essere pi\u00f9 mediate dalla presenza umana, dalla visita in negozio e dal contatto con gli oggetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quali di questi comportamenti si tramuteranno in abitudini stabili? E queste nuove abitudini saranno in grado di <strong>forgiare inediti modelli di business<\/strong>, di organizzazione e di comunicazione? Molto probabilmente s\u00ec. Non \u00e8 sbagliato interrogarsi sul post Covid senza tuttavia presumere che le previsioni fatte finora siano descrizioni accurate di comportamenti futuri e, soprattutto, facendo attenzione a basare le decisioni solo su analisi ancora imperfette.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\"><strong>Soggettivit\u00e0 e rapporto con gli altri: due parametri per leggere la realt\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 scritto del modo in cui <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"il cervello percepisce la realt\u00e0 soggettivamente (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/04\/02\/contesto-bias-cognitivi-reazioni-stimoli-variazioni-cultura\/\" target=\"_blank\">il cervello percepisce la <strong>realt\u00e0 soggettivamente<\/strong><\/a>, utilizzando le esperienze e le emozioni vissute per interpretare il presente e immaginare l\u2019avvenire. Anche per questo il domani risulta spesso molto diverso dalle nostre previsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto fondamentale che influenza la nostra percezione della realt\u00e0 <strong><a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2020\/03\/24\/influenza-riprova-sociale-giudizio-comportamento-altrui\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"\u00e8 il rapporto con gli altri (si apre in una nuova scheda)\">\u00e8 il rapporto con gli altri<\/a><\/strong>. Siamo mammiferi; ci sviluppiamo e nasciamo nel corpo dell\u2019altro e il nostro cervello mappa questa relazione ben prima della nostra nascita. <\/p>\n\n\n\n<p>Siamo quindi <strong>animali sociali<\/strong>: i nostri indicatori neurofisiologici hanno reazioni diverse quando abbiamo di fronte un essere umano anzich\u00e9 un oggetto ed impariamo a vivere in societ\u00e0 anche grazie agli insegnamenti e agli esempi di altri. Pensiamo ad esempio al fenomeno dell\u2019<strong>imitazione neonatale<\/strong> e a come apprendiamo i fondamentali della nostra esistenza \u2014 camminare, mangiare, parlare \u2014 imitando gli altri e sintonizzandoci con i loro comportamenti.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\"><strong>Imitare, agire, empatizzare grazie ai neuroni specchio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro cervello \u00e8 infatti dotato di una classe di neuroni motori, i cosiddetti <strong>neuroni specchio<\/strong>, che si attivano sia quando compiamo un\u2019azione (ad esempio mangiamo un gelato), sia quando la vediamo fare da qualcun altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La scoperta dei neuroni specchio ci ha dimostrato come <strong>percezione e azione siano due aspetti strettamente legati<\/strong>. I neuroni specchio sono neuroni motori: in altre parole il cervello che ci fa muovere il primo passo \u00e8 lo stesso che ci fa virtualizzare la camminata mentre guardiamo gli altri, consentendoci di imparare.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie ai neuroni specchio siamo anche in grado di <strong>provare le stesse emozioni degli altri<\/strong>, ecco perch\u00e9 ci commoviamo davanti ad una storia, anche se non l\u2019abbiamo vissuta direttamente o \u00e8 palesemente inventata \u2014 chi non ha versato anche solo una lacrima guardando E.T.? \u2014, facciamo una smorfia se vediamo il disgusto di un estraneo mentre mangia del cibo sgradito, anche se non lo abbiamo assaggiato. In altre parole, siamo in grado di provare empatia che, non a caso, deriva dal greco \u03b5\u03bd <em>(<\/em>dentro) e \u03c0\u03ac\u03b8\u03b5\u03b9\u03b1, dalla radice&nbsp;del verbo&nbsp;\u03c0\u03ac\u03c3\u03c7\u03c9, &#8220;soffro&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\"><strong>La societ\u00e0 dell\u2019empatia collettiva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 azzardato dire che oggi stiamo vivendo una fase di <strong>empatia collettiva<\/strong>. La denominazione \u201cdistanziamento sociale\u201d \u00e8 in effetti fuorviante: mai come in questo periodo, infatti, la voglia di relazionarsi agli altri \u00e8 cresciuta, in parallelo alla necessit\u00e0 di distanziamento fisico. Ci siamo parlati di pi\u00f9, abbiamo cercato insieme risposte, diversivi, antidoti all\u2019emergenza. Siamo <strong>esseri relazionali <\/strong>per cui \u00e8 difficile percepire la realt\u00e0 senza confrontarsi con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vale in ogni ambito della nostra vita, anche quando <strong>elaboriamo una comunicazione o decidiamo di acquistare un prodotto<\/strong>. Una ricerca di <strong>Martin Lindstrom<\/strong> del 2011 ha dimostrato che quando i possessori di iPhone vedevano il telefono vibrare o lo sentivano suonare, si attivava la loro corteccia insulare, un\u2019area del cervello in cui, tra l\u2019altro, elaboriamo l\u2019esperienza delle nostre emozioni di base, come la felicit\u00e0. <strong>I prodotti che amiamo ci emozionano <\/strong>e questa elaborazione emozionale \u00e8 spesso influenzata dal nostro rapporto con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>La relazione cambia <strong>il modo con cui elaboriamo le informazioni<\/strong> e percepiamo la realt\u00e0. Quante volte abbiamo acquistato un brand solo perch\u00e9 era di moda o perch\u00e9 era piaciuto ai nostri amici prima che a noi? Oppure siamo entrati in un negozio con un acquisto in mente e ne siamo usciti con un altro, perch\u00e9 un commesso \u00e8 stato cos\u00ec convincente da farci cambiare idea? <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\"><strong>Nuove abitudini e carenza di relazionalit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno sostiene che i nuovi comportamenti diventeranno stabili perch\u00e9 le limitazioni si stanno protraendo nel tempo, consentendo alla plasticit\u00e0 del nostro cervello di adeguarsi al nuovo contesto. Ma occorre tenere conto che cambiare le nostre abitudini richiede <strong>un certo grado di sofferenza e di fatica cerebrale<\/strong>, che, quando il cambiamento \u00e8 frutto di una scelta, vengono sostenute dalla nostra volont\u00e0 e dalla proiezione di una ricompensa finale. <\/p>\n\n\n\n<p>Oggi non ci troviamo in questa situazione per scelta e, in molti casi, la customer experience digitale \u00e8 focalizzata su <strong>vantaggi materiali<\/strong> \u2014 lo sconto, la spedizione gratuita, la velocit\u00e0 di consegna \u2014 ma \u00e8 ancora carente degli aspetti di relazionalit\u00e0 e rapporto umano che il nostro cervello necessita per costruire il framework percettivo nel quale compiere le proprie decisioni e provare una gratificazione finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la cautela ispirata da Benjamin Franklin, il consiglio \u00e8 quello di conoscere a fondo i <strong>vari touch point della customer experience<\/strong>, individuare i fattori che influenzano il decision making e valutare l\u2019impatto della componente relazionale nelle varie fasi. Nel breve periodo, la sfida \u00e8 quella di <strong>preservare la relazione nel mondo fisico<\/strong>, con tutte le sicurezze e nel rispetto delle limitazioni, ed aggiungere relazione al mondo virtuale, tenendo conto che l\u2019empatia non \u00e8 un \u201cnice touch\u201d ma un cardine del nostro processo decisionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Le relazioni cambiano il modo con cui elaboriamo le informazioni e percepiamo la realt\u00e0. Per questo, soprattutto in un periodo in cui patiamo l&#8217;assenza di rapporti umani per i brand diventa cruciale curare tutti i touch point della customer experience per stimolare la relazione col consumatore e influenzare positivamente le decisioni d&#8217;acquisto e la brand loyalty.<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":1215,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[1],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2020\/05\/Untitled-design.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1212"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1218,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212\/revisions\/1218"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}