{"id":1070,"date":"2019-11-13T11:13:05","date_gmt":"2019-11-13T11:13:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=1070"},"modified":"2019-11-18T08:49:01","modified_gmt":"2019-11-18T08:49:01","slug":"neuromarketing-pratica-eeg-come-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/11\/13\/neuromarketing-pratica-eeg-come-funziona\/","title":{"rendered":"Il neuromarketing, in pratica: cos&#8217;\u00e8 e come funziona l&#8217;EEG"},"content":{"rendered":"\n<p>Un&#8217;attivit\u00e0 che <strong>non si interrompe mai<\/strong>, quella del nostro cervello: esso \u00e8 infatti sempre in funzione mentre siamo svegli, mentre dormiamo e soprattutto quando siamo esposti ed elaboriamo un&#8217;immagine, un suono o un odore. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono diverse le aree che si attivano a seconda dello stimolo che attiva il cervello, all&#8217;interno delle quali i neuroni comunicano tra di loro scambiandosi informazioni attraverso impulsi elettrici. Ecco, proprio questi impulsi possono essere registrati grazie all&#8217;<strong>elettroencefalografia<\/strong> (EEG), uno strumento di misurazione <strong>neurofeedback<\/strong> a cui il neuromarketing ricorre spesso. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n\n\n\n<h4>L&#8217;EEG: come funziona<\/h4>\n\n\n\n<p>Gli <strong>impulsi elettrici<\/strong> con cui i neuroni comunicano tra loro sono appunto misurabili dall&#8217;EEG dalla superficie dello scalpo grazie a una serie di<strong> elettrodi<\/strong>, posti sulla testa della persona che, in un determinato test, interagisce ed \u00e8 esposta a un determinato input di cui si vuole comprendere l&#8217;<strong>impatto a livello cerebrale<\/strong>. Si possono misurare, ad esempio, gli stati di attivazione cerebrale che uno spot, un alimento o un sito web sono in grado di evocare nelle persone: parametri decisivi per il marketing e la comunicazione, per il lancio di un prodotto ad esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il segnale elettrico del cervello viene riprodotto attraverso un grafico, l&#8217;<strong>elettroencefalogramma<\/strong>: a un computer collegato allo strumento \u00e8 poi delegata l&#8217;analisi dei risultati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/josh-riemer-OH5BRdggi2w-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1074\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/josh-riemer-OH5BRdggi2w-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/josh-riemer-OH5BRdggi2w-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/josh-riemer-OH5BRdggi2w-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/josh-riemer-OH5BRdggi2w-unsplash-1140x760.jpg 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/josh-riemer-OH5BRdggi2w-unsplash-552x368.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption> <br>Photo by&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@joshriemer?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Josh Riemer<\/a>&nbsp;on&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/s\/photos\/brain?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a> <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h4>Le onde cerebrali<\/h4>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;EEG si possono osservare le attivit\u00e0 mentali associate alla frequenza delle onde cerebrali prodotte dal nostro cervello. Queste sono diverse in base ai <strong>diversi livelli di elaborazione<\/strong> delle informazioni, informando su diversi processi e stati mentali che si attivano in base alle attivit\u00e0 che stiamo svolgendo. <\/p>\n\n\n\n<p>Le onde cerebrali si dividono in:<\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>onde ALFA:<\/strong> predominanti in stati di veglia e rilassamento, prevalentemente registrate quando il soggetto \u00e8 con occhi chiusi;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>onde BETA<\/strong>: prevalenti durante uno stato di attivazione cerebrale o in stati di allerta;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>onde GAMMA<\/strong>: sono presenti durante le attivit\u00e0 cognitive pi\u00f9 elaborate e il consolidamento mnestico;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>onde THETA<\/strong> : registrate negli stati di fluttuazione come il dormiveglia, la meditazione o in stati di tensione emotiva;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li><strong>onde DELTA<\/strong>: predominanti durante il sonno profondo;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4>L&#8217;EEG e gli altri strumenti<\/h4>\n\n\n\n<p>Molto spesso durante test, l&#8217;utilizzo dell&#8217;EEG \u00e8 abbinato ad altri strumenti per una migliore osservazione del comportamento non conscio delle persone. L&#8217;elettroencefalografia si abbina infatti ad <strong>eye-tracker e biofeedback<\/strong>: il vantaggio dell&#8217;EEG \u00e8 la <strong>precisione temporale <\/strong>con cui riesce a fornire informazioni sul segnale cerebrale del partecipante al test. Il risultato \u00e8 fornito nell&#8217;ordine di millisecondi, tanto che cos\u00ec possiamo sapere esattamente cosa accade nel cervello istante dopo istante. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"536\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1-1024x536.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1075\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1-1024x536.jpg 1024w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1-300x157.jpg 300w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1-768x402.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1-1140x597.jpg 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1-552x289.jpg 552w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption> Photo by&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@nesabymakers?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">NESA by Makers<\/a>&nbsp;on&nbsp;<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/s\/photos\/idea?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a> <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h4>Le applicazioni nel neuromarketing<\/h4>\n\n\n\n<p>Nelle indagini neurometriche applicate al marketing, quindi, l&#8217;EEG pu\u00f2 essere molto utile per individuare momento per momento la<strong> risposta cerebrale di potenziali clienti <\/strong>di fronte a un nuovo prodotto, un&#8217;affissione pubblicitaria, il lancio di uno spot, ma anche durante un&#8217;intera esperienza in store. Gli elettrodi sono infatti applicati sul candidato grazie a un caschetto portatile.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio svolto da ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma ha indagato cosa succede al segnale cerebrale di persone esposte a uno spot pubblicitario. La ricerca si proponeva di stabilire se ci fosse una differenza nell\u2019attivazione cerebrale dei partecipanti allo studio nel caso in cui lo spot venisse successivamente ricordato o meno. Dai risultati emerse che chi <strong>ricordava un certo spot a distanza di tempo<\/strong>, aveva mostrato effettivamente un tipo di attivazione cerebrale diversa al momento dell\u2019osservazione dello stesso rispetto a chi poi lo aveva invece dimenticato. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019osservazione del video ricordato, si registrava una maggiore attivazione nelle zone frontali dell\u2019emisfero sinistro, con un aumento delle <strong>onde GAMMA e THETA<\/strong>. Questi risultati sono in linea con le teorie neuroscientifiche secondo cui l\u2019emisfero sinistro sarebbe particolarmente attivo durante la codifica di materiale da ricordare, mentre il destro durante il richiamo dei ricordi. I risultati dell&#8217;EEG erano quasi in grado di prevedere se uno spot sarebbe stato ricordato da quel partecipante o meno.<\/p>\n\n\n\n<h4>L&#8217;EEG in azione<\/h4>\n\n\n\n<p>Vediamo un altro caso. In uno studio polacco condotto sullo spot di un prodotto per la cura della pelle, si \u00e8 indagato quale fosse, tra <strong>due frame alternativi<\/strong>, quello maggiormente coinvolgente. Un frame mostrava solamente il volto della modella, il frame alternativo invece lo stesso volto della modella che per\u00f2 eseguiva un gesto con la mano, sfiorandosi le guance. <\/p>\n\n\n\n<p>I due spot erano praticamente <strong>identici all\u2019osservazione consapevole<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Per indagare l\u2019impatto emotivo di queste due alternative dello stesso spot, \u00e8 stata indagata la presenza di onde ALFA nell\u2019emisfero destro e sinistro: lo spot con il frame \u201csolo volto\u201d, registrava una maggiore presenza di onde alfa nell\u2019emisfero sinistro rispetto al destro, indicando quindi un maggiore impatto emotivo. Da questo studio si evince come questo strumento possa indagare aspetti che non sono neppure consapevoli a livello conscio e che appaiono, a un\u2019indagine comportamentale classica,  <strong>impercettibili. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo osservare, inoltre, un diverso esempio dell\u2019utilizzo dell\u2019EEG grazie a uno studio nel retail che ha utilizzato questa tecnica per indagare se l\u2019attivit\u00e0 cerebrale potesse essere d\u2019aiuto nel predire l\u2019andamento sul mercato di alcune paia di scarpe, rispetto ai classici questionari valutativi self-report utilizzati nelle indagini di mercato. <\/p>\n\n\n\n<p>Per fare ci\u00f2, \u00e8 stato selezionato un gruppo di <strong>30 paia di scarpe vendute<\/strong> negli store di una catena europea in un periodo di tempo precedente allo studio. Dai dati delle vendite \u00e8 stato creato un \u201cindice di successo\u201d dei prodotti, andando successivamente a paragonare i dati provenienti dai questionari self-report che chiedevano il tasso di gradimento e la predisposizione all\u2019acquisto del prodotto, a quelli provenienti dalle analisi EEG durante l\u2019osservazione delle scarpe in esame. Dai dati EEG veniva poi estratto un <strong>ulteriore indice di preferenza. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dai risultati \u00e8 emerso che paragonando i dati dei questionari con i dati EEG, questi ultimi riuscivano a predire<strong> il successo del prodotto fino all&#8217;80%<\/strong> rispetto a quello calcolato con i dati delle vendite effettive. I dati dei questionari, invece, risultavano predittivi solamente al 60%.<\/p>\n\n\n\n<h4>I nostri precedenti articoli sugli strumenti del neuromarketing:<\/h4>\n\n\n\n<ul><li><a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Eye-tracker (si apre in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/10\/17\/neuromarketing-strumenti-eye-tracking-come-funziona\/\" target=\"_blank\">Eye-tracker<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/11\/04\/neuromarketing-in-pratica-cosa-sono-heart-rate-gsr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Biofeedback (si apre in una nuova scheda)\">Biofeedback<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4>Fonti:<\/h4>\n\n\n\n<p>Astolfi, L., Fallani, F. D.\nV., Cincotti, F., Mattia, D., Bianchi, L., Marciani, M. G., &#8230; &amp; Babiloni, F.\n(2008). Neural basis for brain responses to TV commercials: a high-resolution\nEEG study.&nbsp;<em>IEEE Transactions on Neural Systems and Rehabilitation\nEngineering<\/em>,&nbsp;<em>16<\/em>(6), 522-531.<\/p>\n\n\n\n<p>Ohme, R., Reykowska, D., Wiener, D., &amp; Choromanska, A. (2009).\nAnalysis of neurophysiological reactions to advertising stimuli by means of EEG\nand galvanic skin response measures.&nbsp;<em>Journal of Neuroscience, Psychology, and Economics<\/em>,&nbsp;<em>2<\/em>(1), 21. <\/p>\n\n\n\n<p>Baldo, D., Parikh, H., Piu, Y., &amp; M\u00fcller, K. M. (2015). Brain waves predict success of new fashion products: a practical application for the footwear retailing industry.&nbsp;<em>Journal of Creating Value<\/em>,&nbsp;<em>1<\/em>(1), 61-71.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Scoprire quali stimoli riescono ad attivare il cervello, che tipo di onde esso genera in risposta: ecco cosa misura l&#8217;EEG, strumento che il neuromarketing utilizza molto spesso per testare l&#8217;efficacia di spot, prodotti o allestimenti in store<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1076,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[179],"tags":[184,14],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/11\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1070"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1070"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1080,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1070\/revisions\/1080"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1076"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}