{"id":1010,"date":"2019-10-07T10:44:53","date_gmt":"2019-10-07T10:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/?p=1010"},"modified":"2019-10-14T07:44:48","modified_gmt":"2019-10-14T07:44:48","slug":"neuromarketing-packaging-coinvolgere-etichette-bottiglie-vino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/2019\/10\/07\/neuromarketing-packaging-coinvolgere-etichette-bottiglie-vino\/","title":{"rendered":"Neuromarketing e packaging: coinvolgere con le etichette delle bottiglie di vino"},"content":{"rendered":"\n<p>Cambiare <strong>packaging, logo<\/strong> e di conseguenza <strong>identit\u00e0 di un prodotto<\/strong> \u00e8 un passo sicuramente eccitante e allo stesso tempo accidentato per un brand: come le neuroscienze insegnano, la novit\u00e0 piace alla gente ma in piccole dosi. Una rivoluzione totale di design, font e colori di un brand potrebbe <strong>disorientare e allontanare<\/strong> anche i clienti pi\u00f9 affezionati. <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>neuromarketing<\/strong>, in questo senso, pu\u00f2 essere un valido alleato per aiutare a concepire s\u00ec un packaging rinnovato, ma comunque<strong> efficace e coerente<\/strong> con valori e tradizioni del brand, prendendo in considerazione non solo il punto di vista dei designer ma anche quello dei consumatori, giudici ultimi del successo di un prodotto sul mercato. <\/p>\n\n\n\n<h4>Un esempio pratico: un test di neuromarketing sul packaging del vino<\/h4>\n\n\n\n<p>A tal proposito, l&#8217;azienda produttrice di vino cilena <strong>Santa Rita Estate Reserve<\/strong>, ha collaborato con le americane <strong>Avery Dennison e Mind Insights<\/strong>, un&#8217;associazione scientifica specializzata in neuromarketing, per condurre un test neurometrico e osservare come le persone avrebbero potuto reagire, a livello non conscio, a una serie di packaging che l&#8217;azienda voleva introdurre per dare una ventata d&#8217;aria fresca ad alcuni suoi prodotti. <\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori hanno quindi indetto un test con metodi di ricerca neurologici, fisiologici e comportamentali, svolto su tre mercati cruciali per il brand: gli <strong>Stati Uniti, la Francia e la Cina.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Per ogni studio svolto in una delle nazioni sopracitate, sono stati coinvolti <strong>80 partecipanti <\/strong>di ambo i sessi, di et\u00e0 compresa tra i 30 e 70 anni, con una passione per il vino senza per\u00f2 aver avuto esperienze professionali nel settore dell&#8217;enologia. <strong>Consumatori medi<\/strong>, insomma, che possono trovarsi nella corsia degli alcolici di un supermercato per acquistare una bottiglia per la cena.<\/p>\n\n\n\n<p>Per permettere ai partecipanti di rilassarsi e godere del vino come in una serata di relax qualsiasi, i test sono stati organizzati all&#8217;interno di <strong>wine bar<\/strong>, cosicch\u00e9 i consumatori fossero in grado di interagire liberamente con i prodotti testati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"665\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/rafael-barquero-t_r-yJQh9j0-unsplash-665x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1017\" srcset=\"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/rafael-barquero-t_r-yJQh9j0-unsplash-665x1024.jpg 665w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/rafael-barquero-t_r-yJQh9j0-unsplash-195x300.jpg 195w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/rafael-barquero-t_r-yJQh9j0-unsplash-768x1183.jpg 768w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/rafael-barquero-t_r-yJQh9j0-unsplash-1140x1757.jpg 1140w, https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/rafael-barquero-t_r-yJQh9j0-unsplash-552x851.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><figcaption>Photo by Raphael Barquero on Unsplash<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h4>Il confronto tra design gi\u00e0 in commercio e rinnovato<\/h4>\n\n\n\n<p>Proprio per osservare l&#8217;eventuale efficacia dei nuovi packaging, nello studio sono stati proposti quattro design: <strong>due gi\u00e0 in commercio, due nuovi<\/strong>. Il design originale dei prodotti presentava un design elegante, con rimandi puntinisti alle onde dei dipinti giapponesi e un lettering che si ispirava alla scrittura a mano. Il nuovo design proposto, invece, si distingueva per un visual pi\u00f9 netto, con una barra blu scura sotto il nuovo logo del brand, un sans serif come font e alcune spirali in rilievo a sostituire le onde, pur mantenendo il richiamo all&#8217;ambito marittimo. <\/p>\n\n\n\n<p>Obiettivo dello studio \u00e8 stato indagare quale <strong>impatto emotivo<\/strong> esercitassero entrambi i packaging, quanto fossero in grado di comunicare i <strong>valori fondamentali<\/strong> del brand e quanto, ovviamente, riuscissero a catturare l&#8217;<strong>attenzione<\/strong> del consumatore.<\/p>\n\n\n\n<h4>Cosa \u00e8 emerso<\/h4>\n\n\n\n<p>La ricerca ha indicato come il pi\u00f9 capace dei due a generare un responso non conscio pi\u00f9 positivo nei partecipanti al test <strong>il packaging<\/strong> <strong>gi\u00e0 sul mercato<\/strong>: questo design ha provocato un arousal emotivo migliore, veicolando l&#8217;idea di prodotto <strong>&#8220;premium&#8221; e genuino.<\/strong> Inoltre, a certificare il successo del packaging gi\u00e0 utilizzato da Santa Rita, questa proposta \u00e8 stata capace di catturare meglio l&#8217;attenzione. <\/p>\n\n\n\n<p>Dallo studio \u00e8 emerso che un font che richiama la scrittura a mano sulle etichette delle bottiglie di vino, evoca <strong>emozioni e sensazioni positive<\/strong> nei consumatori: font pi\u00f9 stondati e con le grazie solitamente attraggono e coinvolgono meglio rispetto a quelli pi\u00f9 netti e angolati. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante ci\u00f2, il test ha stabilito che le scritte a mano sono pi\u00f9 difficili da processare per il nostro cervello: una lettura meno fluida di un&#8217;etichetta potrebbe portare il consumatore a non interessarsi al prodotto. Il test ha inoltre provato come il <strong>materiale <\/strong>sia in grado di veicolare il posizionamento premium del prodotto: una carta ruvida attiva un senso pi\u00f9 profondo di autenticit\u00e0, che di conseguenza ci porta non consciamente a ritenere il prodotto di <strong>pi\u00f9 alta qualit\u00e0 e di valore pi\u00f9 elevato<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>A testimoniare l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente che molti consumatori di oggi hanno a cuore, il verde si \u00e8 rivelato un ottimo gancio per attrarre l&#8217;attenzione dei partecipanti al test e posizionarsi come brand<strong> environmentally friendly<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4>Dopo il test: la decisione di Santa Rita<\/h4>\n\n\n\n<p>Grazie all&#8217;aiuto del neuromarketing, Santa Rita ha quindi scartato l&#8217;idea di rimettere mano in maniera deciso ai suoi packaging, virando verso un <em><strong>fine tuning<\/strong><\/em> per rinfrescare un design gi\u00e0 efficace. Il brand ha rinforzato l&#8217;aspetto tattile delle sue confezioni, utilizzando una<strong> carta molto pi\u00f9 ruvida<\/strong> di quella precedente, mantenendo comunque gli elementi gi\u00e0 presenti sull&#8217;etichetta poich\u00e9 capaci di veicolare correttamente i valori del brand e coinvolgere efficacemente i consumatori. <\/p>\n\n\n\n<p>Fonti:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/packagingeurope.com\/wine-labels-on-the-brain\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Packaging Europe, Wine Labels on the brain (si apre in una nuova scheda)\">Packaging Europe, Wine Labels on the brain<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"post-excerpt\">Come modificare un packaging senza tradire i valori del brand? Uno studio di neuromarketing sulle etichette delle bottiglie di vino ci regala utili insight<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1016,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[8],"tags":[14],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-content\/sites\/3\/2019\/10\/Il-90-delle-persone-in-ufficio-lava-le-stoviglie-che-usa.Non-vorrai-mica-far-parte-del-10-che-le-lascia-sporche-nel-lavabo-vero_-2.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1010"}],"collection":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1010"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1010\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1019,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1010\/revisions\/1019"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ottosunove.com\/ottosublog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}