5 consigli di innovazione dagli esperti del retail

5 consigli di innovazione dagli esperti del retail
La nostra raccolta di citazioni, ispirazioni ed esperienze di alcuni professionisti italiani del settore.


18 April 2017 - Visite : 369
#RetailInnovation

L’aggiornamento è alla base dell’innovazione dei nostri servizi, e lo scorso mese è stato abbastanza intenso e ricco di eventi da seguire. Marzo ci ha visti protagonisti con CERTAMENTE - Italian Neuromarketing Days, mentre da partecipanti abbiamo seguito il Neuromarketing World Forum e il Forum dell’Economia Digitale, per approfondire i trend legati ai settori che stanno particolarmente a cuore a noi e ai nostri clienti.

Allo Smart Retail Now, invece, abbiamo avuto modo di ascoltare le esperienze e i consigli di alcuni professionisti del settore. Se avete perso l’occasione di partecipare, qui vi riportiamo alcune delle citazioni sul retail più motivanti, credendo possano essere d’ispirazione per innovare anche il vostro business. Test.

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Il consumatore non vuole sapere se potrà acquistare online o in-store, vuole sapere che potrà farlo in ogni canale”.
Massimo Gennarelli, Presidente & Founder, Futureberry

Il settore retail sta vivendo una profonda fase di rinnovamento, dove sono i consumatori a dettare le regole del gioco. Le abitudini del consumatore sono profondamente cambiate e le aziende devono rincorrere l’innovazione per poter soddisfare le aspettative del proprio pubblico. Alcuni retailer nel settore della tecnologia di consumo, per esempio, si stanno ingegnando per offrire un abbonamento dedicato ai consumatori che vogliono provare per primi le novità, permettendo di sostituire i loro device con le versioni più recenti. Altri come Home Depot stanno invece attrezzando i loro punti vendita di sistemi che permettono visualizzare in-store l’offerta mancante tramite cataloghi digitali, con acquisto in negozio e spedizione a casa. Il mantra è: più presenza online, miglior engagement in-store, e una category strategy definita sul target. 

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Il consumatore ricerca la fluidità dei processi, la semplicità, la velocità”.
Fabrizio Valente, CEO, Kiki Lab

Nulla di nuovo nell’era della “retail disruption”, ma spesso tendiamo a dimenticare che i consumatori non solo danno per scontato il reso gratuito, ma ritengono ormai fondamentale anche risparmiare tempo. Uber, per esempio, ha constatato che all’aumentare del tempo di attesa di un’auto, aumenta il numero di disiscrizioni all’app. Nelle filiali delle poste canadesi, invece, sono stati attrezzati dei camerini per provare gli acquisti ed eventualmente procedere subito al reso.

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Dopo il punto vendita, Facebook è il canale più frequentato di ingaggio tra brand e consumatore”.
Simon Thun, Retail Director, Thun.

Dall’alto dei suoi oltre 880 mila fan sulla pagina Facebook, Thun, grazie alla sua strategia basata sul content riesce a raccogliere fino a 30mila like con traffico organico per singolo post, con un 10% di condivisione. Ma l’azienda di Bolzano per vocazione punta molto sul coinvolgimento emozionale, e recentemente ha aperto in centro a Milano un Thun Café con prodotti dell’Alto Adige, dove sono attivi anche dei tablet vicini ai tavoli per acquistare online e fare click&collect (o “view&collect”, come dice Thun).

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Non esiste un retail online e uno offline. Nel customer journey esiste un unico consumatore che ha a disposizione diversi touchpoint e che si muove dall’online all’offline”.
Albert Antonini Mangia, Marketing Manager, Alibaba Italia

Alibaba, prima azienda cinese quotata a Wall Street ($485 miliardi di GMV, 2016), è il mostro sacro dell’ecommerce online. Qualche numero: 443 milioni di consumatori finali, 10 milioni di venditori attivi, oltre un miliardo di prodotti in vendita e percentuali di penetrazione superiori al 50%. Alibaba non compra o vende nulla, ma mette in contatto venditori e compratori, sia in ambito B2C che B2B. Ci sarebbe molto da imparare da questa esperienza che viene dal lontano Oriente e che trova in Italia il principale mercato in Europa. Grazie alla loro piattaforma, sono diverse le aziende italiane che intercettano quella generazione di giovani cinesi con redditi alti che ricercano prodotti di qualità, preferibilmente non prodotti in Cina. In questo mercato, le 3 F tipiche della manifattura italiana (food, fashion, furniture) fanno grandi affari. Basti pensare che non esiste matrimonio in Cina senza Ferrero Rocher, o al record di vendite conquistato da Alfa Romeo con 350 Alfa Romeo Giulia edizione Milano vendute in soli 33 secondi online sul loro sito satellite Tmall. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, il gruppo Alibaba permette anche di allocare i prodotti negli store online secondo le richieste e le ricerche dei consumatori online.

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“La rivoluzione copernicana del settore è che i beni sono sempre più conseguenza che movente del retail”.
Armando Garosci, Direttore, Largo Consumo

La tecnologia ha abilitato risorse già esistenti e messo in discussione loyalty e oligopoli. Lo smartphone, infatti, è già una delle principali porte di accesso ai prodotti, anche durante la visita in negozio. I beni sono ormai accessibili ovunque e sempre più spesso i consumatori vanno nei negozi fisici sapendo già cosa comprare. Secondo il direttore di Largo Consumo, la prossima evoluzione dei retailer consisterà nel consegnare i prodotti che clienti hanno acquistato online, e nella vendita di maggiori servizi accessori.



Articolo di @Gero Di Bella