Le 10 frasi più evocative dette al C-Come 2016.

Le 10 frasi più evocative dette al C-Come 2016.
Novità e suggestioni sul content marketing e il copywriting


14 March 2016 - Visite : 132
#ccome2016 #contentmarketing

Lo scorso sabato siamo stati al C-Come 2016, il convegno nazionale sul content marketing che si è tenuto a Roma. L’evento, organizzato da Pennamontata e Studio Notarfrancesco, ha visto alternarsi diversi esperti sul palco che, in un clima informale e piacevole, hanno condiviso le principali innovazioni e suggestioni legate al content marketing, al copywriting e alla creatività.

Quella che vi presentiamo di seguito è una rapida rassegna delle 10 frasi più evocative dette durante l’evento e che secondo noi forniscono utili suggerimenti da applicare ogni giorno nel nostro lavoro.

1. "Il brand è quello che la gente dice quando non siete nella stanza". Valerio Notarfrancesco, citando il CEO di Amazon Jeff Bezos, ha evidenziato che per curare la reputazione del tuo brand bisogna monitorare anche i canali esterni. I risultati di Google per esempio assumono primaria importanza, in quanto anche un solo risultato negativo può vanificare l’impegno di anni di lavoro.

2. “La chiarezza nei testi è fondamentale”. Valentina Falcinelli di Pennamontata ha elencato una serie di principi che possiamo seguire per rendere sempre chiari i nostri testi, come l’attenzione alla forma attiva o passiva dei verbi, l’utilizzo di verbi che esprimono azione o il ricorso allo storytelling. Sapevate per esempio che i fatti incapsulati in una storia vengono percepiti 20 volte meglio dal cervello?

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3. “Conoscere i bisogni del tuo pubblico è fondamentale per costruire relazioni”, ha affermato Giuseppe Brugnone, Digital e Social Media Manager di Lego Italia. Seguendo questo principio hanno ideato il Kronkiwongi, un neologismo bizzarro che rappresenta tutto ciò che l’immaginazione di un bambino può sfornare. E l’hanno utilizzato per trasformare dei mattoncini in contenuti digitali e storie di successo.

4. “Il web è ormai un luogo di relazione dove si costruisce la brand experiencee i social media vanno visti in chiave collaborativa: per gli utenti, per chi crea strategie digitali e tra di loro", ha affermato la digital strategist Futura Pagano. Come trarne quindi beneficio? Tramite il Social Media Core Model, uno strumento innovativo di cui testeremo anche noi l’efficacia.

5. “Le parole sono potere” secondo Alessandro Zaltron, scrittore e storyteller. La nostra lingua prevede 200 milioni di parole, ma un italiano ne usa in media solo 400. Si tratta di una battaglia di civiltà in cui siamo tutti coinvolti, perché usare più parole significa produrre più pensiero.

6. “Fare cultura attraverso i social è possibile”, afferma Vera Gheno, Twitter manager dell’Accademia della Crusca. L’ironia gioca un ruolo importante per raggiungere questo obiettivo, ma non bisogna mai dimenticare i valori espressi dalla proprio brand. Dall’alto dei suoi 400 anni di storia, la Crusca chiama scherzosamente i suoi 37 mila follower semplicemente “seguitori”.

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7. “Sul web si possono scrivere anche testi lunghi”, ne è certa l’autrice Luisa Carrada. Ciò è possibile mediante l’utilizzo di alcuni accorgimenti che guidano il lettore fino alla fine come fornire un reale approfondimento, scrivere una storia emozionante e fluida, utilizzare un ritmo visivo parlante che catturi l’attenzione o introdurre i titoli dei paragrafi per migliorare la navigazione all’interno dei testi.

8. "Le macchine potranno scrivere contenuti e lavorare per noi, ma non potranno trasferire empatia" è questa la sintesi sul cognitive computing e l’intelligenza artificiale fornita da Giulio Xhaet, Co-founder Made in Digital e autore de Le Nuove Professioni Digitali. Nessun pericolo futuro quindi per i creativi e i professionisti della comunicazione.

9. "La scrittura radiale delle mappe mentali asseconda il funzionamento del cervello". Roberta Buzzacchino, formatrice INPS, ha parlato anche di cervello e neuroscienze con il suo mind mapping che può rivelarsi utile sia per la progettazione dei testi e che per la creazione di contenuti digitali. Coggle è un buon strumento per crearne alcune, dategli un'occhiata.

10. "I video rappresentano il 50% del traffico mobile e costituiranno il 69% del traffico internet dei consumatori nel 2017". Partendo da questi dati Felice Arborea, Social Media Strategist Miyagi, ha mostrato come ancora una volta i racconti tramite video possano essere il segreto del successo dei propri eventi.

Con questa sorta di decalogo, che non ha pretese di esaustività, ringraziamo gli organizzatori e ci auguriamo di avervi incuriositi. Se volete approfondire le tematiche vi consigliamo di raggiungere i relatori attraverso i loro contatti Twitter. Buona ispirazione!



Articolo di @Gero Di Bella